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martedì 31 dicembre 2013

Più su che giù

Il 31 dicembre è inevitabilmente il giorno in cui, più che in avanti, si guarda indietro, all'anno che finisce, e si cerca di tirare qualche somma.
Il mio 2013 si chiude sicuramente in modo positivo, con un ultimo periodo, in cui ho scritto poco, ma per fortuna ho corso tanto, e con molto profitto, credo.
Le ultime settimane, da dopo la sorprendente mezza di Busto, mi hanno visto accogliere l'inaspettata proposta di un amico, molto più veloce di me, che è convinto di cavare sangue dalle rape, ossia di poter trasformare un bradipo per lo meno in una lumaca.
E' partita così una preparazione che mira alla maratona di Milano di aprile, ma che al contempo fa l'occhiolino alla mezza di Vittuone di metà febbraio.
Questo primo periodo è stato caratterizzato da una fase di potenziamento, fatta di ripetute, fartlek e salite, roba quasi sconosciuta per un semplice macinatore di chilometri come me.
Mi fa strano arrivare alla fine della settimana con solo una cinquantina di chilometri nelle gambe, ma allo stesso tempo vedo qualche secondo in meno qua e là, e soprattutto ho sensazioni più che positive, un esempio per tutti è la mia salita al Sacro Monte di Varese di domenica scorsa, un'impresa che avrei pensato di terminare sulle ginocchia e solo con grande fatica, e che invece mi è apparsa molto più naturale del previsto, lasciandomi le gambe integre e pronte a correre già dal giorno successivo.
Se penso alle prime ripetute in salita, un chilometro di lavoro totale, che il giorno successivo mi avevano lasciato un ricordo indelebile fatto di dolori ovunque, anche a braccia e spalle....che cambiamento in poche settimane!
Insomma, domani quando guarderò avanti al 2014, non potrò che essere ottimista e fiducioso che i risultati arriveranno.
Non si può peraltro dire che nel 2013 non siano arrivati, visto che ho portato a casa il personale su tutte le distanze, a volte frutto di tanto lavoro (vedi la maratona di Milano di aprile, arrivata al termine di un lungo periodo di preparazione fatto di ben più di 300km mensili), altre volte del tutto inaspettato, come nella già citata mezza di Busto, altre ancora più o meno previsto, ma magari non nell'entità, come in quella sera d'estate a Castano sui 5000.
Certo, non si può dimenticare che il 2013 è stato anche l'anno in cui ho dovuto fermarmi un attimo a pensare a cosa vuol dire per me avere la possibilità di mettere ai piedi un paio di scarpette e uscire a correre...e come troppo spesso accade, la consapevolezza di essere un privilegiato arriva quando il privilegio non ce l'hai più.
In quelle strane settimane tra agosto e ottobre, ho cambiato tanto del mio modo di guardare alla corsa, e ne ho tratto un gusto che prima non ho mai avuto, tanto alla ripresa lenta e faticosa, quanto adesso che le gambe girano come mai hanno fatto.
Il primo desiderio per l'anno che viene è proprio di mantenere questo gusto...poi un occhio al cronometro si butta sempre, perchè è bello godere del lavoro in sè, ma anche dei frutti che porta!
Buon anno....

sabato 26 ottobre 2013

Si ricomincia!

Trentasette giorni.
Tanto è durata la mia sosta ai box.
Trentasette giorni in cui, all'inizio, nemmeno potevo e volevo pensare a correre, tanta era la fatica nel fare anche solo le cose più semplici.
Piano piano poi è arrivata una maggiore autonomia, e con quella anche lo sguardo ha ricominciato ad andare sui podisti che incontravo durante le mie passeggiate quotidiane, unica attività consentita nel periodo di convalescenza.
Il primo di ottobre ho rimesso le scarpette, le mie Vomero rosse e blu, che ogni mattina mi guardavano speranzose dall'armadio.
Le ho portate finalmente a fare una passeggiata, e da lì abbiamo ricominciato.
Una decina di giorni dopo, ho raccolto l'invito dell'amico Luca a partecipare con lui alla Deejayten a Milano, senza nessuna pretesa agonistica, ma semplicemente per festeggiare la ripresa di entrambi, visto che anche lui esce da un periodo di certo non facile.
Sono stati dieci piacevolissimi chilometri in compagnia, in cui la corsa è stato un pretesto, ma durante i quali ci siamo ribaditi che correre è qualcosa di talmente bello che non va dato per scontato, che si vada forte o piano, non importa.
Nelle ultime settimane ho corso esclusivamente a passo lento, ma ho ricominciato a mettere insieme un po' di chilometri, prima di iniziare un abbozzo di preparazione sensata in vista del vero obiettivo che mi sono prefissato alla ripresa: la maratona di Milano del prossimo aprile.
Sarà un cammino lungo e di certo non facile, prima di tutto non sarà facile accettare di non riuscire a fare quello che prima era normale, accettare di non resistere a lungo, accettare di andar più piano.
Ma la realtà è questa e non si scappa.
Domani correrò il Montestella, provando a spingere al massimo, per poter avere un dato affidabile su come impostare gli allenamenti di questo primo periodo.
Da lunedi ricomincerò ad avere una tabella appesa davanti agli occhi, giusto per tornare definitivamente alla vita normale!

giovedì 5 settembre 2013

Start line


Eccoci finalmente alla vigilia degli appuntamenti per cui ho lavorato tutta l'estate, con una quantità e una qualità di allenamenti veramente sorprendente: tra il primo e il 26 agosto ho messo insieme, uno dopo l'altro, ben più di 250km, quasi stessi preparando una maratona e non una mezza.
In forma come non sono mai stato, durante la preparazione non ha mai avuto il minimo dubbio che il personale sulla mezza sarebbe stato sbriciolato ad Arenzano il 6 settembre.
Già, ma ad Arenzano io non correrò.
E nemmeno a Monza, il 15.
E nemmeno alla maratona di Pisa, a metà dicembre.
Da una decina di giorni sono fermo ai box, dopo una brutta avventura che mi ha portato in sala operatoria per due volte, e mi lascerà a ricordo perenne un bel ricamino in mezzo alla pancia.
Da dieci giorni non solo non corro, ma sto faticosamente tentando di mettere insieme le forze anche solo per una passeggiata.
Inutile dire che quando si ricomincerà (e non sarà certo a brevissimo), bisognerà ripartire, se non da capo, certo un bel po' di gradini più in basso.
Però sono sicuro che il lavoro fatto non andrà buttato, magari non in termini di preparazione, che verosimilmente sarà del tutto andata al momento della ripresa, ma in termini di voglia e di convinzione.
In questi anni ho imparato a lavorare duro per raggiungere un obiettivo, a godere della fatica perchè era il mezzo per arrivare a gioire di un traguardo, a non scoraggiarmi nei giorni difficili e a non montarmi la testa in quelli di forma smagliante.
La prima volta che ho percorso il corridoio dell'ospedale è successo proprio questo, è successo che ho fatto fatica, che non sapevo se sarei arrivato fino in fondo, ma sapevo che bisognava partire.
Ecco, bisogna partire, non importa se la fatica di 42km diventa la fatica di 1km, l'importante è essere in cammino e godersi ogni passo.
Una certezza ho in questi giorni: anche se ho il fiatone e le gambe molli, ogni passo che faccio è un regalo, e quindi è bellissimo.

venerdì 7 giugno 2013

Salto nel buio

Più o meno è quello che mi sembra di fare in questo momento.
Dopo un anno tutto improntato alla preparazione ed alle gare di maratona, preparare un circuito di gare da 5-6km mi ha buttato in un mondo in cui mi sento sempre un ospite indesiderato.
Correre sulla soglia anaerobica mi fa sentire a disagio, ma è inevitabile che sia così.
Lo scopo è prima di tutto divertirsi, lo scorso anno l'estate era stato soprattutto questo, e poi perchè no mettere in cascina qualche lavoro di velocità di sicuro non fa male anche in vista della preparazione autunnale per le "mie" distanze.
Manca una settimana alla prima gara del circuito e mi sento decisamente impreparato, l'impressione è che non riuscirò a stare sui tempi che tenevo lo scorso anno, ma si sa che la gara poi trasforma tutte le sensazioni, per cui è difficile fare pronostici.
Questa mattina ho corso una specie di test sui 3000m, corsi in 11'56", cioè poco meno di 4'/km.
Da questo dato proverò a ipotizzare un ritmo per la prima gara, che direi potrebbe essere di una decina di secondi al km più lento di così, poi vediamo come mi sentirò venerdi sera.
Di certo voglio che sia divertente, se poi arrivasse anche qualche prestazione inaspettata, ancora meglio!

venerdì 17 maggio 2013

A tirare troppo la corda....

...c'è il rischio che si spezzi...
Cosa che è puntualmente successa nell'unica uscita extra-podistica degli ultimi mesi: bastano due calci ad un pallone, ed ecco che la schiena si blocca, in quel dolore paralizzante e infinitamente limitante che purtroppo le mie due ernie discali mi hanno reso familiare nel corso degli anni.
Il fattaccio risale ormai a quasi due settimane fa, e mi ha costretto ad una settimana aggiuntiva di riposo dopo la maratona di Vercelli, ma forse era l'unico modo per costringermi a fermarmi davvero per una ricarica consistente delle batterie, non solo a livello fisico ma anche motivazionale.
Durante la pausa ho ritrovato la voglia di correre e il gusto di farlo senza guardare tempi e distanze, visto che niente era scontato, nemmeno la possibilità di percorrere distanze irrisorie a passo poco più che camminato.
In questo scenario, il poter riprendere, negli ultimi giorni, a pianificare qualche allenamento più serio, è stato lo stimolo ad iscrivermi ad un circuito di gare brevi che si disputeranno nella mia zona tra giugno e luglio.
Un po' di lavoro sulla velocità non può che farmi bene, dopo tanti mesi passati ad accumulare chilometri su chilometri a ritmi sempre moderati.
Non amo particolarmente correre con il collo tirato, ma la formula della gara a tappe mi era piaciuta nel Giro del Varesotto dello scorso anno, e ripeterla in un circuito con tappe un po' più diluite mi dà un bello stimolo.
Prima però l'appuntamento, di sicuro senza troppe velleità agonistiche per mancanza di una anche minima preparazione specifica, con la Moonlight Half Marathon del prossimo weekend, da prendere come una gita fuori porta.
Anche se guardando il cielo non sembra, l'estate è alle porte!

mercoledì 3 aprile 2013

Poche idee ma confuse

Finita.
Con i 10km lenti di stamattina, ho concluso la preparazione per la Milano City Marathon.
Come sempre e più di sempre, anche questa volta è stato un viaggio, ancora più tosto e più sofferto del solito, vuoi per la durezza della tabella in sè, che mi ha portato a correre ben più di 300km al mese, vuoi per il fatto che ho volutamente evitato di inserire appuntamenti intermedi per non appesantire ulteriormente un lavoro già importante.
Arrivo all'appuntamento milanese con la soddisfazione e quasi lo stupore di aver concluso una preparazione tanto impegnativa senza problemi fisici e riuscendo a reggere i ritmi, fisicamente e mentalmente, tanto da mettere in dubbio, negli ultimi giorni, il ritmo gara che avevo preventivato per la voglia di osare, di tentare di portare a casa qualcosa che ripaghi per tutte le fatiche di questo inverno, per tutte le sveglie con il freddo, il buio e la pioggia, per la tanta strada percorsa, per il fiato corto e le gambe stanche.
Per questo ho molti dubbi per la gara di domenica, dubbi che saranno risolti solo quando sentirò le gambe andare, e saprò se avranno la voglia e la forza di spingere magari oltre il previsto e il prevedibile o se bisognerà stare alle regole e non forzare troppo per non andare a sbattere.
Però ho anche tante piacevoli certezze, la principale delle quali è il gusto che anche questa volta il viaggio mi ha dato e mi sta dando, in questo momento in cui c'è l'attesa di raccogliere i frutti, ma anche durante i lunghi mesi in cui siamo stati soli, io e la strada da percorrere, con la sensazione che anche questa volta, comunque andrà, avrò messo un mattoncino, e che in minima parte queste scarpe consumate avranno contribuito a costruire un pezzetto di me.
Non vedo l'ora di domenica.

venerdì 8 marzo 2013

Hard work

Questo è il risultato della mia uscita di questa mattina, 23 splendidi chilometri tra pioggia e fango, che mi hanno riportato alla corsa vera, quella all'aria aperta, quella in cui respiri, in cui guardi, in cui ti senti vivo.
Certamente tutta l'acqua che mi è caduta addosso è stata ancora più goduta per via della reclusione degli ultimi 10 giorni, in cui mi sono trovato nell'impossibilità di allenarmi all'aperto.
La causa è stato un viaggio di lavoro a Cleveland, città non proprio ridente a ridosso del Canada, in cui vento e neve in questa stagione dell'anno sono costanti, con temperature che stazionano perennemente ben al di sotto dello zero.
Con tempo libero anche maggiore del solito, sono comunque riuscito ad allenarmi quasi quotidianamente, sfruttando una palestra ottimamente attrezzata e posizionata nei pressi del mio albergo.
Il posto è in tipico stile americano, enorme nelle dimensioni come tutto in America, dagli hamburger agli americani stessi!
Ho contato almeno una trentina di tappeti, molto spesso sovraffollati negli orari di punta, quando il posto diveniva molto frequentato dagli studenti del vicino campus universitario.
Alcune chicche sono state però molto gradite, prima fra tutte la recovery zone, in cui era possibile, a fine allenamento, farsi preparare ottimi frullati di frutta e proteine varie.
In totale 6 allenamenti nei 7 giorni di permanenza, per un totale che ha superato i 100km, con i quali prosegue la preparazione alla Milano City Marathon, con i tanti chilometri previsti dal metodo Albanesi.
Il mese di febbraio, con i suoi miseri 28 giorni, ha fatto registrare comunque un ampio record di distanza percorsa, con 317km totali...negli ultimi due mesi dunque ho migliorato di gran lunga la mia massima percorrenza mesile, che era stata registrata a gennaio 2012 con 237km, già battuti a gennaio 2013 con 252 e definitivamente annientati in questo febbraio di fuoco.
Il ritmo gara sembra essere abbastanza definito, oggi ho corso a questo ritmo 3 intervalli da 7km ciascuno, senza grosse difficoltà.
La prossima settimana avremo una conferma definitiva della sua adeguatezza con il lunghissimo da 36km, che vorrei correre con il metodo feelrace, con cui tanto bene mi ero trovato nell'ultima maratona, e che penso di utilizzare ancora in questa.
Quello sarà sicuramente il test più importante, anche se la settimana prevede anche un interessante 10+10km, i primi a ritmo lento e i secondi a ritmo più allegro, altro buon test e altro allenamento stimolante!

lunedì 11 febbraio 2013

Prime impressioni sul metodo Albanesi

 

 
 
Questa mattina ho corso 20km di puro piacere sotto la fitta nevicata che ancora non accenna a smettere.
Ero l'unico superstite dei pochi frequentatori abituali del parco nelle ore mattutine, tanto freddo ma l'occasione era troppo ghiotta.
Ne ho approfittato per svolgere uno dei lavori a chilometraggio "intermedio" della settimana, difficili da collocare nelle mie uscite prima dell'alba quando gli orari sono più stringenti.
Già, perchè i 20km ormai sono da considerarsi un chilometraggio intermedio...sto correndo un mare di chilometri, il carico è abbondante ma anche fortunatamente vario.
Ho deciso di seguire questo metodo per via di numerosi attestati della sua efficacia: chi è riuscito ad arrivare in fondo, ha poi raccolto i frutti del duro lavoro.
In effetti mai prima d'ora ho sperimentato qualcosa di così intenso come questa preparazione, che però, come dicevo, ha molti lati positivi, a partire dai tanti test che permettono di adeguare i ritmi, alla discreta varietà dei lavori, che comunque non prescinde mai dalla quantità dei chilometri (la settimana scorsa per la prima volta nella mia vita ho superato i 100km corsi in 7 giorni).
Difficilmente quindi ci si annoia, alcuni allenamenti particolarmenti duri poi danno motivazione e fiducia per i lavori successivi, in generale mi sto divertendo, il che, unito alla sensazione di star lavorando bene, porta la voglia di uscire sempre a livelli alti.
I ritmi che sto tenendo non sono particolarmente agevoli, anche gli allenamenti più lenti non sono mai delle passeggiate, il che aiuta molto la concentrazione e aumenta di conseguenza la soddisfazione per i lavori portati a termine.
Tanta fatica non va dilapidata, e quindi sto cercando un secondo obiettivo, dopo Milano, per avere almeno un paio di cartucce da sparare.
la scelta è tra Vercelli e Trieste, con la prima al momento nettamente favorita per motivi logistici (la seconda lo sarebbe per motivi paesaggistici, ma è un viaggio decisamente di altra portata).
Deciderò all'ultimo... 

giovedì 13 dicembre 2012

Nuovi obiettivi e ripresa degli allenamenti


Dopo una decina di giorni di stop totale ed un paio di settimane di poche uscite a sensazione seguite alla maratona del Ticino, ecco che mi trovo con le batterie ricaricate, pronto per pensare agli obiettivi per il 2013.
Meglio andare per gradi, per ora si pensa alla primavera.
Come obiettivo principale, per molte ragioni, mi pongo Milano, 42km il 7 aprile.
Sulla base di questa data ho iniziato ad impostare una preparazione che parte da lontano, in cui eviterò di inserire altri impegni che non siano coerenti con il lavoro che sto svolgendo.
Ci sta una mezza maratona da usare come test di verifica per capire se sto procedendo correttamente e se ho identificato correttamente i tempi da tenere in allenamento e soprattutto in gara, ma bisognerà vedere bene il calendario.
La preparazione comincia 20 settimane prima, dunque siamo a metà della quarta settimana, e già mi sono caricato non poco, arrivando a sfiorare i 60km settimanali già a questa distanza dalla gara.
Domenica ho corso una mezza a ritmo gara, con ottime sensazioni.
Nei lunghi e lunghissimi, tranne che in poche eccezioni, vorrei mantenere il concetto del progressivo, partendo piano e tentando di arrivare veloce, così come vorrei fare in gara.
Nel test di inizio allenamento di domenica sono partito dai 5'20"/km per arrivare in fondo sui 5'00", senza particolari problemi.
Da qui si parte.
La strada è lunga, ma la voglia c'è!


giovedì 25 ottobre 2012

Feelrace

Da qualche tempo con alcuni amici è in discussione la tattica di gara da applicare in maratona.
La mia recente esperienza veronese ripropone il dilemma: come distribuire le forze?
Alcune scuole di pensiero danno come vincente una tattica di gara in cui si mette il classico fieno in cascina (finchè ce n'è) nella prima parte, per poi subire il fisiologico rallentamento dovuto alla stanchezza nella seconda; i sostenitori di questa tattica sostengono che comunque il calo prima o poi arriva, per cui tanto vale aver già messo in tasca un buon guadagno nella prima parte.
Se vogliamo, questo è quello che è successo a me (involontariamente!) a Verona, dove ho fatto segnare comunque il personale, nonostante una parte finale di gara in cui proprio non ne avevo più.
Più ragionevoli mi sembrano coloro che sostengono un dosaggio uniforme delle forze: si parte e si arriva con lo stesso ritmo, cercando di impostarne uno che sia possibile tenere dall'inizio alla fine.
Questa sarebbe stata la mia idea (teorica) a Verona, poi naufragata al km 36.
Negli ultimi lunghi dopo la maratona sto sperimentando un metodo per me nuovo, il cosiddetto metodo "feelrace", che propone di partire lentamente per poi accelerare gradualmente durante la gara e finire in crescendo.
La cosa sembra avere un senso in termini di attivazione corretta del metabolismo lipidico, piuttosto che glucidico, nei primi chilometri, con il conseguente risparmio di glicogeno, utile verso la fine della gara.
Il controllo viene fatto mediante monitoraggio della frequenza cardiaca, per cui è indispensabile portare un cardiofrequenzimetro.
Era un po' che non lo usavo, ma nelle ultime uscite lo sto portando sempre, per testare fino in fondo l'efficacia del metodo proposto.
Devo ammettere che nel LL di 34km corso domenica mattina, le sensazioni sono state buone, nonostante fossi a sole due settimane da una maratona finita sulle ginocchia e non avessi avuto una settimana lavorativa particolarmente leggera e riposante.
Sono davvero ansioso di testarlo sulla distanza completa, credo che un tentativo valga la pena farlo!
Quando e dove rimane ancora segreto....
 


giovedì 27 settembre 2012

Settembre variegato

La preparazione per la maratona volge al termine, ormai siamo in vista del traguardo, e la sensazione è quella dei compiti in classe già finiti, con ancora qualche giorno di scuola a cui bisogna presenziare ma senza un significato specifico e con la testa già agli esami di fine anno.
Dopo aver portato a termine con molta facilità il temuto LL da 35km, la fiducia in un buon risultato è rafforzata, anche se negli ultimi giorni un po' di stanchezza comincia ad affiorare e sento la necessità di aiutarmi negli allenamenti con stimoli che li rendano interessanti e speciali.
Così ho cercato di adattare qualche gara breve ad allenamento di qualità, e la settimana scorsa ho corso l'ultimo vero lungo percorrendo l'intera circonferenza della ciclabile che costeggia il lago di Varese.
E' stato in realtà un bell'allenamento, duro al punto giusto, sono arrivato alla fine dei 28km decisamente stanco, ma consapevole di aver messo un altro bel mattoncino e soprattutto di aver passato una mattina molto piacevole, ci pensavo da un po' di tempo, lavoro a Varese da una vita e ancora non avevo trovato il modo di compiere il giro completo.
Consiglio davvero a tutti quanti ne avessero la possibilità di percorrere tutto o parte di questo anello, caratterizzato da continui saliscendi che lo rendono tecnicamente non semplicissimo, ma si è costantemente aiutati dai paesaggi mutevoli e stimolanti, che vanno dagli scorci del lago ai prati, alla campagna, con solo pochi e brevi tratti che costeggiano la strada.
Il 14 settembre ho poi partecipato alla mia quarta Legnano Night Run, gara a cui sono molto legato per diversi motivi, i principali sono che si corre a due passi da casa mia, su strade molto familiari, che il percorso è lo stesso che utilizzo nei miei allenamenti mattutini, e non ultimo il fatto che questa 3 anni fa è stata la mia prima gara in assoluto, praticamente un debutto per uno che non aveva mai pensato di mettersi a correre. Da qui è poi partita l'avventura.
La tabella per Verona però non contemplava niente del genere per quei giorni, la gara comprende un giro di 3750m da percorrersi due volte, per un totale di 7,5km.
Troppo veloce per me, non volevo spingere troppo, venivo da un bel carico di chilometri e avevo paura di potermi infortunare se avessi esagerato.
L'idea era quella di trasformarla in un bel medio, percorrendo un giro in più senza spingere al massimo.
Quando lo speaker ha però annunciato che si sarebbe partiti con un quarto d'ora di ritardo, ho deciso di percorrere prima il mio giro aggiuntivo e poi di riunirmi al gruppo per i due giri restanti.
Il primo giro è stato quindi una specie di percorso solitario con i poveri addetti al serrvizio d'ordine che mi guardavano con sospetto e curiosità, ritenendo ovviamente impossibile che fossi un fenomeno già in fuga, e chiedendosi forse se dovessero fermare questo matto partito in anticipo su tutti gli altri...dopo qualche simpatico scambio di battute con qualcuno di loro, eccomi sul rettilineo finale.
Non vedo più nessuno dei 1500 iscritti alla gara che poco prima affollavano le strade, quindi capisco che la partenza in effetti non è stata ritardata di quanto annunciato.
Il cronometro posto sul traguardo segna già 7 minuti.
La gente al bordo della strada è abbastanza divisa, qualcuno capisce la situazione e se la ride, ma molti sono convinti di aver davanti un corridore in testa e in fuga, quindi partono degli incitamenti che, ovviamente, mi proiettano in una dimensione, quella del fuggitivo e futuro vincitore, che non mi appartiene per nulla!
Senza smentire nessuno e godendomi questo istante di gloria immeritata, passo sul traguardo e proseguo al mio ritmo, cominciando quasi subito a raggiungere chi sta intendendo la corsa come una camminata di salute, e poi via via i podisti più lenti, fino a risalire circa 500 posizioni fino all'arrivo.
La situazione è molto simpatica, tanti non si capacitano di venire doppiati così presto, altri chiedono cosa ho fatto fino a quel momento in fondo al gruppo, qualcuno è convinto che sto esagerando con uno scatto per cui mi ritroverà agonizzante poco più avanti.
Il ritmo non esagerato permette una parola o una battuta qua e là, e due chiacchiere con chi magari conosco e affianco per un tratto.
Concludo quindi un allenamento tanto utile quanto divertente, ne vien fuori un medio di 11km corso a 4'40"/km, di sicuro non sarebbe stato così facile se corso in solitaria!
L'ultimo evento di questo strano settembre è l'Innovation Running, corsa di 10km che si disputa a Milano, con partenza e arrivo dalla storica Arena, sempre una garanzia di qualità.
Per me sostituisce l'allenamento di ripetute previsto in settimana, quindi posso permettermi un ritmo non proprio da passeggio domenicale.
Tengo bene i 4'28" fino a circa l'8°km, poi aumento un po' negli ultimi due, fino a uno sprint finale dettato da un curioso aneddoto: siamo ormai in vista dell'Arena, quando sento dal marciapiede diversi incitamenti e la voce di un bambino: "Vai, nonno!!!".
Nonno!?!?!? Guardo poco più avanti e vedo un podista che mi precede di poco, dai capelli decisamente bianchi...
E no, battuto dal nonno no!
Lo supero all'ingresso della pista e finisco l'ultimo chilometro con una progressione fuori programma, la media finale sarà 4'24" sui 10260m percorsi, un minimo di rammarico per aver fermato il real time qualche secondo sopra i 45', sono soddisfatto.
A casa la sorpresa: guardo le foto della gara, e chi trovo due metri dietro di me mentre arrivo sul traguardo?
Il nonno, ovviamente, che si è permesso uno sprint di tutto rispetto.
Grandi complimenti, se me ne fossi accorto in tempo mi sarei voltato per stringerli la mano, e per chiedergli il segreto di tanta longevità!


martedì 4 settembre 2012

Agosto mangia e bevi

L'estate è quasi finita, il caldo torrido di una decina di giorni fa ha lasciato per fortuna il posto a giornate più miti, in cui correre è senza dubbio meno faticoso e più gratificante, sia in termini di sofferenza che di rendimento.
Nei periodi di vacanza ho ripreso la mia amata corsa lenta: al di là di poche sedute di velocità, tutte corse la mattina molto presto, quando almeno non dovevo preoccuparmi che oltre alle ripetute non ci fosse anche l'afa a togliermi il fiato, ho cominciato la preparazione per l'appuntamento di Verona del 7 ottobre, ritorno ai 42km dopo la pausa estiva.
Nella prima fase della preparazione ho avuto la possibilità di correre spesso e volentieri in collina: durante i viaggi in Sicilia e nelle Marche, ho trovato sui miei percorsi tante salite e discese e decisamente poca pianura, il che ha un po' penalizzato i ritmi, ma spero abbia contribuito a formare i muscoli che mi dovranno sostenere in quel del Veneto.
Nonostante l'impegno fisico importante, ho chiuso il mese di agosto con 237 km percorsi, il secondo mese in assoluto come chilometraggio da quando ho incominciato a gareggiare.
Siamo ormai quasi in dirittura d'arrivo, la prossima settimana mi attende l'ultimo lunghissimo, l'allenamento chiave, da cui si capirà a cosa posso ambire in gara...se penso che a febbraio l'avevo corso con la neve mentre ora sono qui a sperare di poter avere meno di 25°...è proprio vero che non siamo mai contenti!

domenica 6 maggio 2012

Repetuta iuvant

Amate e odiate.
Le odi nel momento in cui le stai correndo, in quel momento in cui il respiro è affannoso, hai il cuore in gola, i muscoli gridano pietà e il tempo non passa mai.
Ma sai che sono la cosa più utile in un certo tipo di preparazione.
E poi, proprio per la fatica che comportano (molto meglio per me correre 35km a un ritmo comodo in soglia aerobica!), possono costituire uno degli allenamenti che ti rendono più orgoglioso, quando ti rendi conto che, mettendoci tutto l'impegno che ti è possibile, riesci a svolgerlo in modo corretto.

Naturalmente sto parlando di ripetute.
In questo mondo per me così nuovo della velocità, sono una scoperta continua.
Mi sono sempre avventurato con fatica e timore oltre la soglia anaerobica, un mondo ostile e scomodo, dove ogni passo costa fatica, dove 2 minuti sembrano un'eternità.
Invece, in questi giorni, i miei allenamenti più efficaci sono proprio scanditi da questi 2 minuti.
2 minuti di corsa veloce, con i battiti da tenere sopra i 170, e poi 2 minuti di recupero.
Giovedi una prima serie da 10, portata a termine con grande fatica ma anche con grandissima soddisfazione, stamattina nuova serie da 12, in cui ho fatto un po' meno fatica, ma sono restato comunque in tutte le prove tra i 4'06" e i 4'14"/km.
Considerato che la SAN misurata all'ultimo test era a 4'11", credo di star lavorando correttamente.
Ho voglia di misurare i progressi fatti (sempre che ce ne siano!), sabato prossimo a Saronno correrò la 10km, senza tirarla al massimo ma cercando comunque di tenere un buon ritmo, sono curioso di vedere cosa ne verrà fuori!

venerdì 13 aprile 2012

Maratona bagnata....

...e speriamo che il detto si completi con la rima consueta!
Le premesse sono interlocutorie: da un lato temevo che, a sole 6 settimane dai 42km corsi a Treviso, mi sarei sentito stanco o svogliato, mentre invece mi trovo pieno di voglia di correre e con la sensazione di essere in forma; dall'altro, c'è il meteo che potrebbe rovinare tutto, se la giornata fosse eccessivamente piovosa.
Il fatto che io stia bene (o per lo meno, che mi senta così) ha avuto una conferma ieri mattina: per puro caso sono riuscito a programmare un test del lattato giusto pochi giorni prima della maratona, e il risultato è stato abbastanza strabiliante, visto che mi ha dato l'ennesima conferma che in maratona non sono mai (anzi...preferisco dire "ancora"!) riuscito ad ottenere un tempo che rispecchi il grado di allenamento che ho raggiunto con non poca fatica.
In pratica, secondo il test, potrei correre ipoteticamente la maratona in tempi che nemmeno oso sognare.
Ora, sognare è lecito, ma magari domenica è il caso di essere un po' prudente, non vorrei che tutto questo entusiasmo mi si ritorcesse contro!
Quindi adesso il grande dubbio: che ritmo impostare??
Una mezza idea me la sono fatta, non lo dico per scaramanzia, a Treviso avevo fatto così ed è andata meglio di quanto sperassi, non tanto in termini di crono, quanto per la birra che ancora sentivo di avere negli ultimi chilometri.
Da quel 4 marzo in poi, chiaramente, l'obiettivo minimo è quello di portare di nuovo a casa un tempo che abbia un 3 come primo numero.
Tutto quel che viene dopo è ben accetto, se poi si riesce a migliorare anche solo di qualcosina, tanto meglio.
Ieri sono stato al Marathon Village per il ritiro del pettorale e del pacco gara: niente di particolare, c'era poca gente e stand ancora in costruzione, ma l'atmosfera della maratona si comincia a respirare già da lì!
Domani si attacca il pettorale alla maglia e l'avventura (ri)comincia!

domenica 1 aprile 2012

Marzo pazzerello

Finisce un mese di marzo molto strano, in cui ho gareggiato tre volte per un totale di 2 maratone (una intera e due mezze).
La prima domenica ho corso i 42k a Treviso, la successiva ho onorato solo con la presenza (non con la prestazione) la mezza del lago Maggiore, e due settimane dopo ho corso meglio che potevo la Stramilano, uscendone tutto sommato soddisfatto anche se il personale non è arrivato.
In mezzo tra le due mezze (!), tanto per gradire, un bel lunghissimo di 35km, giusto per non perdere troppo l'abitudine alla distanza in vista di Milano.
Tra una gara e l'altra il disordine completo: settimana di riposo assoluto dopo la maratona, poi due settimane quasi normali, fino alla Stramilano, a cui sono seguiti altri 3 giorni di riposo per coccolare i quadricipiti doloranti.
La povera tabella creata ad hoc per l'interregno Treviso-Milano è stata usata come canovaccio su cui recitare a soggetto, e quindi alterata e stravolta come mai avevo fatto.
Questa settimana, per esempio, i 4 allenamenti con il lungo da 20km sono diventati 3 ma con il lungo da 25 corso ieri e portato a casa senza troppa fatica.
Facendo un consuntivo, avrei giurato di aver corso meno del solito in questo mese, ma alla fine, nonostante il numero delle uscite sia decisamente scarso (solo 12 contro le 16 di febbraio), il totale dei chilometri dice sorprendentemente 220!
Insomma, in un modo o nell'altro (più nell'altro in questo mese!) il lavoro è stato fatto, adesso si tratta di mantenere condizione e morale alti in queste ultime due settimane, e poi ci sarà l'esame finale...sperando di non arrivarci già con temperature da fine anno scolastico!

mercoledì 21 marzo 2012

Mio malgrado....

...eccomi di nuovo in attesa di un altro weekend di gara.
Non avevo più intenzione di gareggiare prima della maratona di Milano, avendone corsa un'altra solo 3 settimane fa e non conoscendo le capacità di recupero delle mie gambe in caso di un doppio impegno di questa portata.
Dopo la mezza del lago Maggiore, però, devo ammettere che mi sento bene, e la Stramilano è una tentazione davvero forte, con i brividi del suo arrivo all'Arena, che da solo vale i 21km che lo precedono.
Ho lasciato decidere a Gigi, domenica gli ho detto: "se vieni tu, la facciamo, altrimenti lascio perdere", sicuro che mi avrebbe detto di no.
E invece eccoci iscritti entrambi...e con una gran voglia di correre, che sta aumentando giorno dopo giorno.
Voglio onorare al massimo questa gara, provare a spingere come avevo fatto a Lecco, dove avevo testato la forma prima di Treviso, ottenendo un insperato PB a temperature glaciali.
Domenica il clima dovrebbe essere ampiamente migliore, chissà come sarà la mia forma...sono proprio curioso di scoprirlo!

mercoledì 29 febbraio 2012

La resa dei conti

Eccoci.
Oggi ho corso gli ultimi chilometri prima della partenza per Treviso.
Naturalmente nell'ultima settimana si stanno sovrapponendo tutte le peggiori congiunzioni astrali, con notti lavorative insonni e stanchezza generalizzata.
La preparazione è stata, in tutta sincerità, la migliore che abbia fatto finora, non un problema fisico, sempre regolare, non ricordo di aver mai saltato nemmeno uno degli allenamenti previsti, e in effetti, se vado a contare, ho corso quasi 800 chilometri negli ultimi 4 mesi, molti di più di quanto avessi mai fatto prima.
Domani ci sarà da organizzare tutto, e venerdi mattina si parte con tutta la famiglia al seguito, sperando di tornare con una medaglia al collo e un tempo che abbia un 3 come primo numero.
In fondo mi accontento di poco, no?

mercoledì 22 febbraio 2012

A sensazione

Dovrebbe succedere più spesso.
Stamattina, solita levataccia degli allenamenti infrasettimanali, sono bello pimpante, un po' saranno le scarpe nuove, un po' l'evento trevigiano che si avvicina (ormai è quasi tempo di toccarlo con mano!), ho proprio voglia di uscire.
Come sempre, per non svegliare chi a quell'ora sta giustamente ancora dormendo, ho preparato già da ieri sera tutto sulla poltrona del salotto.
Sono già vestito di tutto punto, quando mi viene un pensiero: "devo mettere il GPS sul davanzale per iniziale ad agganciare i satelliti!".
Già....il GPS....dov'è?
E qui la doccia fredda: l'ho portato al lavoro per caricarlo e lì è rimasto!
A questo punto i casi sono due: o mi tolgo tutto e mi rimetto a letto tentando di riprendere sono per l'oretta che mi rimane, oppure...
Oppure esco lo stesso e provo a correre a sensazione, vediamo quanto ho imparato a conoscermi in questi 2 anni abbondanti di vita da runner!
Il programma della giornata, tra l'altro, prevede due ripetute lunghe da 5km l'una, intervallate da 5 minuti di recupero.
Dovrei correrle all'incirca a 4'50min/km.
I miei percorsi cittadini sono sempre più o meno gli stessi, in quanto sfruttano le vie del centro, che sono le più illuminate.
Recupero quindi mentalmente un percorso che so essere di 5km giusti, e parto.
L'unico strumento che ho a disposizione è un orologio...da un rapido calcolo ottengo l'ora precisa in cui dovrei transitare al punto di partenza.
Proviamoci.
Spingo appena appena più del solito, mi baso sull'impegno fisico e sulla respirazione, che tengo un pochino impegnata.
Il difficile, soprattutto nel primo giro, è tenere costante il ritmo, che normalmente è più veloce in partenza, per poi assestarsi sui valori corretti. Chissà oggi a quanto sto correndo?
Non mi pongo il problema e mi gusto la mia corsa, non controllo nemmeno l'orologio perchè non ha senso farlo, non avendo riferimenti intermedi.
E' proprio bello correre così, mi accorgo di ascoltare molto di più i segnali del mio corpo, di seguire il respiro, di soppesare l'impegno dei quadricipiti, di guardare se la postura è corretta nei riflessi delle vetrine buie.
Arrivo alla fine del giro e guardo l'orologio...sono passati un po' meno di 25 minuti dalla partenza...se ho sbagliato ritmo, è stato solo per pochi secondi, è una soddisfazione in più, ma davvero mi pare poco importante, mi sto divertendo e, dopo il recupero, parto per il secondo giro con ancora più entusiasmo.
Sarebbe davvero da introdurre come regola, un allenamento ogni tanto fatto così, buttando via il cronometro!
Se non sbaglio, Pizzolato spesso racconta di correre in questo modo, e se lo fa lui...

martedì 21 febbraio 2012

Pigrizia

Ieri mattina ultimo lungo della preparazione a Treviso, 22km in programma, da farsi a ritmo tranquillo.
E' un allenamento di cui non mi preoccupo, la distanza non è certo proibitiva, e gli ultimi test sono stati sufficientemente incoraggianti.
Mi sembra che niente possa scalfirmi, e invece, già dall'inizio, sento le gambe pigre, svogliate, capisco che devo fare più fatica del previsto...saranno i chilometri con cui ho caricato nell'ultimo mese e mezzo, saranno i muscoli ancora affaticati dalla gara di domenica scorsa...non so cos'è, ma arranco.
Tanto che, al decimo chilometro, mi sembra un sogno prendere il gel che mi sono portato, tanto mi sento svuotato.
Questa sensazione di impotenza dura fino al 18°km, quando, quasi inspiegabilmente, le gambe iniziano a girare, e addirittura mi viene facile aumentare progressivamente il ritmo, fino a concludere con molta scioltezza.
Misteri...
Stamattina invece un appuntamento importante: a 2 settimane scarse dalla maratona, è ora di iniziare ad usare le scarpe con cui intendo correrla, in modo da farle sufficientemente adattare al mio piede, senza tuttavia sovraccaricarle di chilometri compromettendone le capacità di ammortizzazione.
Sveglia consueta pre-lavorativa (ore 5:00...ma è l'unica possibilità quando le giornate sono troppo piene!) e, quasi religiosamente, apro la scatola che da qualche settimana mi guarda tutte le mattine dall'armadio.
Ne escono un paio di Vomero immacolate, il matrimonio con l'ammiraglia di Nike finalmente si compie, dopo anni di desiderio!
La sensazione iniziale è confortevole, comode son comode, adesso vediamo come rispondono ai piedi.
Dieci chilometri in scioltezza, le sento proprio bene.
Concludo con qualche allungo, e anche qui le sento andare via con facilità, direi che la scelta per ora mi convince.
Vedremo se sapranno confermarsi!

venerdì 10 febbraio 2012

Si entra nel vivo!

In questi giorni la sensazione è di aver incominciato il conto alla rovescia verso Treviso.
Il motivo è che finalmente, dopo quasi 3 mesi di soli allenamenti, torno alla partenza di una gara.
Domenica infatti sarò a Lecco, per il primo e unico vero test sul mio stato di forma attuale.
Incrementando il numero degli allenamenti la speranza è di essere più in forma e più resistente, anche se c'è sempre il timore di aver spremuto un po' troppo e di non averne abbastanza...
Il valore del test di domenica quindi non è da sottovalutare, e non avrebbe pertanto senso pensare di fare una semplice "prova del ritmo maratona".
Voglio provare a tirarla un po', questa mezza, e vedere che sensazioni ne vengono fuori.
Il percorso è bello, in gran parte sul lago, e sarà un sostegno in più...vediamo cosa ne verrà fuori!