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lunedì 1 febbraio 2016

Val di Fassa Running 2015



Contavo di scrivere un post ogni giorno, ma alla fine ha prevalso il desiderio di godersela fino in fondo, questa gara durata cinque giorni.
Mi fa strano chiamarla gara, anche se come sempre la componente agonistica esce prepotente, e l'obiettivo dei primi cento della classifica generale ha ravvivato le ultime tappe.
Sì, perchè, contro ogni previsione, invece di soffrire sempre di più, è successo che le mie gambe si sono in un certo senso abituate ad andare su e giù e non più in piano, per cui le sensazioni, di giorno in giorno, sono decisamente migliorate, fino ad arrivare alle ultime due tappe in cui non c'era più dolore; stanchezza sì, ma non più dolore.
Ho cercato di tenere in salita, devo proprio imparare ad andare in salita, lì mi passavano sempre tutti, e mi sono buttato a rotta di collo in discesa, forte dell'incoscienza di chi non si è mai fatto male cadendo.
Superato il battesimo della prima difficilissima tappa, le seguenti quattro sono state un appuntamento atteso ogni giorno, ma non più così temuto.
Solo il tappone finale, con la sua salita continua, mi spaventava un po', anche se, conquistata la centesima posizione in classifica il giorno prima, ero quasi sicuro di non poterla in ogni caso conservare in una tappa senza discesa, e quindi l'ho affrontato con relativa tranquillità.
Invece ho avuto la bella sorpresa di restarci, alla fine, nei primi cento, e questo è stato un motivo di soddisfazione in più, visto che alla vigilia non ero nemmeno sicuro di poterla portare a termine, questa settimana.
Porto a casa tante sensazioni positive, vissute con l'appuntamento fisso con quegli amici con cui ogni giorno ho condiviso qualche minuto prima e dopo le varie tappe.
Ho corso bene e mi sono divertito su terreni diversi dall'asfalto, ho scoperto che ero l'unico a cui l'orologio suonava ogni chilometro, mi sono ritrovato ad essere sempre un po' meno un pesce fuor d'acqua in mezzo a tanta gente che il pettorale non se lo spilla sulla maglietta ma lo lascia pendere davanti ai pantaloncini.
Impareggiabile poi l'arrivo sull'altopiano del Ciampedie, coloratissimo per l'occasione del nostro arrivo.
Non dico che correrei sempre così, ma una volta ogni tanto non mi dispiacerà rientrare in questa dimensione parallela.
Basta guardare la foto che ho messo qui per capire il perchè. 


domenica 28 giugno 2015

Val di Fassa running, 1a tappa - Pozza di Fassa

Finalmente è arrivato il giorno tanto atteso.
Una delle manifestazioni che ho sempre desiderato correre, tutt'altra cosa rispetto alle mie solite corse, comincia oggi.
La Val di Fassa running è un'avventura che ho deciso di intraprendere da molti mesi, pur non avendo mai (e dico mai) veramente corso offroad, tanto che le Salomon giacevano ancora quasi intonse da qualche mese nell'armadio, dopo una prova non esattamente incoraggiante, che i miei piedi ancora ricordano, ma dovuta all'inesperienza e alle condizioni particolari di quella giornata di pioggia battente.
La giornata di oggi è altra cosa, sole splendente e temperatura ideale ai 1700m della partenza.
Tanta gente e colori accesi, clima di festa, quasi nessuno che si riscalda, probabilmente tutti sanno che la prima rampa da affrontare sarà più che sufficiente a risvegliare i muscoli intorpiditi.
I primi 3 chilometri sono un'esperienza mistica, si sale dai 1700m della partenza a 2200, con pendenze che sfiorano il 20%.
Inevitabile e assolutamente non disonorevole camminare, ma noto subito che perdo moltissime posizioni, c'è camminare e camminare, gli esperti del trail evidentemente sono molto più ottimizzati di me in questo.
Arrivati finalmente a scollinare (detto così sembra un attimo, ma garantisco che la mezz'ora abbondante impiegata per percorrere quei 3km, la ricorderò per un pezzo), inizia un sentiero decisamente tecnico, ripido e argilloso, con sassi e radici, per fortuna davanti ho qualcuno che sembra sapere quello che fa e ne posso seguire traiettorie ed appoggi.
Il sentiero diventa poi leggermente più dolce mentre passa nel bosco, ma l'attenzione continua a dover essere massima, per evitare incidenti.
Finalmente, verso il quinto chilometro, comincia un tratto di strada larga e battuta, in cui si possono finalmente lasciar andare le gambe e la testa.
Qui recupero molte posizioni, con un paio di chilometri sotto i 4' (rispetto ai 13' di quelli in salita, un altro andare!), ma gli ultimi due chilometri riservano ancora tratti di salita in cui non mi faccio scrupoli a camminare, e sono, in questo, in buona compagnia, qui chi corre è davvero una mosca bianca.
Gli ultimi 500m su strada asfaltata sono il colpo di grazia per le gambe, che ormai hanno consumato ogni risorsa disponibile.
Chiudo i quasi 10,4km in 1h12', non ho idea della classifica, ma sicuramente il punto importante in questi giorni sarà la gestione della fatica e soprattutto il recupero, dovendo correre ogni giorno.
A detta dei più questa era la tappa più dura, domani vedremo cosa diranno le mie gambe in merito.

giovedì 5 marzo 2015

Parabiago Run


Febbraio è stato un mese decisamente sfavorevole, il minimo chilometraggio da quando mi ero fermato per l'intervento, in 28 giorni solo 114km, frutto di una prima metà del mese caratterizzata da una brutta influenza che mi ha tolto la possibilità e la voglia di allenarmi, con conseguente abbandono di ogni velleità cronometrica in quel di Vittuone, dove ho corso sì la mezza maratona, ma decisamente lontano dai tempi di un anno fa.
A Parabiago volevo capire a che punto siamo con la ripresa, ora come ora si può pensare di fare il meglio possibile alla Stramilano ed alla staffetta della Milano Marathon, però per allenarmi bene mi servono punti di riferimento.
In quest'ottica ho provato a dare il meglio nella gara di Parabiago, per ricavare da quei dieci chilometri la famosa "velocità di riferimento" su cui tarare gli allenamenti delle settimane future.
La giornata è molto favorevole, il clima è ottimo, un filo di stanchezza deriva dalla notte passata al lavoro ma le gambe sembrano abbastanza pimpanti durante il riscaldamento.
Si parte, quasi a sorpresa, e nei primi chilometri mi accorgo di stare abbastanza bene, la mia idea iniziale era di impostare un passo intorno ai 4'10/km, ma mi accorgo che tenendo qualche secondo in meno, non soffro per nulla, quindi tanto vale provarci.
Al primo ingresso in pista (la gara è su doppio giro), sono stupito dal vedere un guntime di poco superiore ai 20'30", ma poi succede il fattaccio: all'uscita dal campo sportivo, sento una vibrazione al polso e sul Garmin compare la scritta: "ricezione dei satelliti persa".
A mente fredda sarebbe bastato a quel punto prendere come riferimento i cartelli chilometrici e utilizzare il GPS semplicemente come cronometro, invece al momento non ci arrivo, e provo a smanettare un po' per vedere di riagganciare i satelliti, prima entrando nel menu dell'aggeggio, poi spegnendo e riaccendendo.
La cosa più o meno funziona, nel senso che alla riaccensione i satelliti vengono ritrovati, ma nel frattempo mi sono disunito completamente, perdendo, a conti fatti, un minuto buono (se la testa pensa a schiacciare i bottoni e a leggere il quadrante, la velocità inevitabilmente cala!).
Mi riprendo solo nell'ultima parte, le energie da spendere ci sono ancora, e gli ultimi due chilometri sono sulla media dei 4', ma ormai la frittata è fatta, e taglio il traguardo in 42', a soli 24 secondi dal mio personale di Magenta dello scorso anno, con tante recriminazioni perchè probabilmente un bel mezzo minuto in meno era alla mia portata.
Simpatico il finale di gara, dove ritrovo gli amici Alex, Kostia e Stefano, tutti freschi di personale ritoccato.

 

domenica 6 luglio 2014

Castano di Notte e i Giochi Mondiali della Medicina e della Sanità


E’ passato qualche tempo dall’ultimo post.
Dopo la maratona di Milano il recupero è stato lento e faticoso, in quella calda mattina di aprile ho lasciato tante energie, e neppure uno stop quasi completo di quasi due settimane è servito a farmi recuperare per ricominciare fresco con i nuovi obiettivi.
Ho provato, come sempre d’estate, ad inserire un po’ di qualità, qualche lavoro sulla velocità di base, per la prima volta ho provato ad allenarmi in pista, ma spesso e volentieri la qualità è stata difficile da ottenere, in virtù di una specie di stanchezza cronica che tardava ad andarsene.
Piano piano poi la forma è sembrata lentamente ritornare, e sono arrivato a metà giugno, alla 5k di Castano Primo, tutto sommato con buone sensazioni.
Qui lo scorso anno avevo ottenuto un personale sui 5000, aiutato anche dal fatto che il mio GPS a fine gara aveva misurato un percorso di 4.95km, aiutandomi ad ottenere quel 19’19” che mi aveva non poco stupito, a 3’54” di media chilometrica.
Quest’anno ho pensato di provarci, sapevo di aver migliorato la velocità di base per la tanta qualità inserita anche durante la preparazione della maratona, e così sono partito qualche secondo più veloce di quella media.
La sorpresa però è arrivata quando mi sono accorto che il percorso era stato leggermente modificato, per ottenere (e forse superare!) i 5km totali.
L’arrivo in piazza è stato liberatorio, il cronometro alla fine segnava qualche secondo in meno del tempo della scorsa edizione, ma con cento metri percorsi in più.
Il passaggio ai 5000m in 19’07”.
Con questa gara raggiungo il traguardo del miglioramento del personale su tutte le distanze in questi primi sei mesi dell’anno, sempre con il rammarico di essere vicino ad un muro ma di non averlo ancora abbattuto: c’è un minutino sui 10'000 per stare sotto i 40’, un paio sulla mezza maratona per il grande muro dei 90’ e ancora 4 minuti in maratona per evitare di superare le 3h30’.
Insomma, soddisfatto sì, ma ancora con tanti stimoli.
A fine giugno poi c’è stata la divertente esperienza dei Giochi Mondiali della Medicina e della Sanità, una sorta di campionato del mondo per tutti i professionisti delle discipline sanitarie.
Mi sono iscritto per provare un’esperienza nuova, ho corso i 5000m in pista e la mezza maratona.
La gara dei 5000 in teoria doveva essere semplicemente una tappa di avvicinamento alla mezza, gara che avevo maggiormente preparato...invece è arrivato inaspettato il primo podio della mia vita (probabilmente anche l’ultimo!), con un terzo posto nonostante una gara non troppo aggressiva, correndo 15” al km più lento che a Castano, badando solo a controllare chi avevo alle spalle.
La mezza maratona invece ha riservato insidie che non potevo preventivare, corsa tutta su un lungofiume, percorso decisamente ondulato, con tanto sterrato, in una giornata relativamente calda.
Partito sul passo del personale di febbraio e sperando di poterlo tenere fino in fondo, ho avuto invece un deciso calo nell’ultimo terzo di gara, ottenendo comunque, in virtù di avversari non particolarmente di valore, un buon quinto posto di categoria e decimo assoluto, ma soprattutto godendomi l’esperienza di questi Giochi, magari da ripetere in futuro.
Già, il futuro.
Giusto il tempo di constatare che chiudo la prima metà dell’anno con 1430km passati sotto le scarpe, e subito si pensa al domani.
Qualche giorno fa, davanti ad una birra, con Mauro abbiamo definito a grandi linee il programma della seconda parte dell’anno, in cui ho tutte le intenzioni di porre come obiettivo principale la maratona di novembre, anche se ancora da definire come sede (in pole position Torino, ma anche Firenze ha qualche possibilità).
Certamente ci saranno tappe intermedie, ma di sicuro dopo la delusione di Milano ho tutte le intenzioni di far di tutto per arrivare ad ottenere un risultato che sento alla mia portata.
Ci sarà da lavorare, ma non è mai stato un problema, anzi, essere ancora una volta alla partenza di un lungo viaggio è come sempre una bellissima sensazione.

Ho l’impressione che ne vedremo delle belle! 

giovedì 6 febbraio 2014

StraMagenta

Aspettavo con ansia questo appuntamento con la prima edizione della 10km di Magenta, non tanto per tornare a gareggiare (come sempre preferisco limitare gli appuntamenti ma prepararli a dovere o al limite utilizzarli per un allenamento di qualità in buona compagnia), quanto piuttosto per testare la condizione al termine di un paio di mesi di allenamenti di tutt'altro tipo rispetto a quello che avevo fatto finora.
In questi due mesi ho (abbiamo, perchè il grazie a Mauro va messo sempre prima di tutto) lavorato tantissimo sulla qualità e sul potenziamento, con allenamenti duri ma molto stimolanti, uno fra tutti il lungo in salita che mi ha portato dal centro di Varese fino alla cima dell'Osservatorio del Campo dei Fiori, più di 800m più in alto, scalati mediante un percorso di una dozzina di chilometri.
Ho corso tanto e bene, curando sempre di mantenere tonici anche quei muscoli che non partecipano da protagonisti al gesto della corsa, ma che sono utilissimi per il sostegno, la postura e di conseguenza la diminuzione del rischio di infortunio.
Ho quindi sempre unito alle (almeno) quattro uscite settimanali di corsa, un paio di sedute in palestra per braccia, spalle e muscoli del core.
Il risultato di tutto sono stati quasi 6kg recuperati da dopo l'intervento di agosto, che mi hanno riportato ad un peso e ad una condizione fisica per lo meno sufficienti.
Arrivavo a Magenta quindi al termine di un periodo intenso, di certo senza scarico, visto che da gennaio ho cominciato ad aumentare le distanze in vista della maratona di inizio aprile.
Nel mese di gennaio ho corso per 272km complessivi, comprendenti una buona quota di qualità.
Non mi aspettavo un tempo stratosferico, ma più che altro un riferimento per gli allenamenti e le gare che saranno il vero obiettivo dei mesi futuri.
Nei giorni precedenti, si era parlato di un 42', tempo ampiamente al di sotto del mio precedente personale, ben sopra i 43', ma sinceramente avevo molti dubbi di riuscire a correre per tutto quel tempo a 4'10/km.
L'evidenza di queste ultime settimane però era stata quella di riuscire quasi inspiegabilmente a sostenere ritmi che mi sembravano sulla carta impensabili, quindi non avevo nessun dubbio sul fatto che almeno avrei dovuto provarci.
La gara, nonostante sia una prima edizione, è decisamente frequentata, oltre 700 iscritti alla competitiva, pare, e più o meno altrettanti alla non competitiva.
Giocoforza che allo sparo ci sia un minimo di ingorgo, accentuato subito da una curva secca a destra.
In queste prime centinaia di metri l'attenzione è tutta focalizzata a non urtare e a non farmi urtare, immagino che il passo sia lento ma non è il momento di badarci, ci penserò più tardi.
Quando la marea di gente si dirada, butto un occhio al polso, e vedo che nonostante tutto non siamo così lontani dal passo previsto, meglio, non avrò bisogno di recuperare granchè.
Corro il primo chilometro nonostante tutto in 4'06, ma il risucchio della partenza è cosa nota, adesso sarà il caso di mettermi tranquillo per non scoppiare.
Quando il GPS mi dice che il secondo chilometro è passato in 4' esatti, più che la soddisfazione di reggere bene un ritmo elevato, mi ritrovo con una leggera inquietudine.
Non mi fido delle dieci chilometri, è una distanza con cui ho poca confidenza, e che più di una volta mi ha ingannato, mandandomi in crisi nella seconda metà.
Mi impongo di rallentare, e il terzo chilometro fa segnare un 4'10 preciso, molto molto meglio.
Cerco di stare su questo passo anche per i chilometri successivi, ma risulta difficile, le gambe vanno che è un piacere, passo al quinto chilometro sotto il traguardo, concludendo il primo dei due giri con un passo medio di 4'07, Mauro prende il tempo e mi incita, io gli faccio un cenno per dire che va tutto bene, sono passato qualche secondo sotto i 21' e non sono per nulla in sofferenza.
Cerco di tenere questo ritmo costante ancora per un po', continuo a non fidarmi, arrivo fino alla fine del km 8, poi faccio un rapido bilancio e capisco di poter osare qualcosa.
Aumento leggermente, due chilometri su dieci sono ancora molti, chiudo il nono chilometro in 4'05, a questo punto è ora di tirar fuori tutte le energie restanti, chiudo il decimo km da GPS in 3'55, sto superando tanti scoppiati, ma il gonfiabile è ancora lontano, evidentemente le tante curve (unico limite di un percorso piatto e mai monotono) mi hanno fatto fare un po' di strada in più.
Ancora 200m, sprinto, sono sotto i 3'30 e ben al di sotto dell'obiettivo previsto e dubitato della vigilia.
Arrivo in 41'35", un paio di minuti più veloce del mio tempo migliore registrato nella primavera scorsa (ma mi sembra un altro mondo!).
Sono incredulo, più che altro perchè mi chiedo se forse forse si poteva anche osare di più, ma direi che va più che bene così.
La media finale, da prendere come nuova VR, è di 4'05, 167bpm medi.
Da qui si riparte a lavorare, a questo punto aspetto con molta curiosità la mezza di Vittuone di metà febbraio.

mercoledì 30 ottobre 2013

Trofeo Montestella


Voleva essere un test, ed è stato un test sorprendente.
Domenica a Milano le condizioni erano ideali per correre, o meglio, erano quelle in cui io rendo meglio.
Temperatura tra i 15 e i 18 gradi, leggera pioggerellina a tratti.
Dopo un breve riscaldamento con l'amico Luca, parto senza troppi riferimenti: inutile tenere presenti i miei tempi di qualche mese fa, non so se rischiare di osare troppo o troppo poco.
Parto cercando di ascoltare il più possibile le sensazioni: i primi chilometri vanno via facili sui 4'30, ma non spingo di più per paura di scoppiare alla distanza, ho già avuto brutte avventure nei 10'000 in passato: è una gara in cui all'inizio sembra tutto facile, ma alla fine vorresti trovarti in qualsiasi altro posto del mondo tranne quello dove stai arrancando con le gambe che implorano pietà e i polmoni che sembrano scoppiare.
Aspetto, e intanto guardo il parco di Trenno, mai visto prima d'ora, eppure sono tantissime le volte che mi sono fermato al grande parcheggio di Lampugnano, proprio dalla parte opposta della strada.
Si percorrono stradine con ai lati prati in cui la gente gioca a pallone, fa una passeggiata o magari sta correndo per proprio conto, mi fa sorridere l'idea di qualche podista che, ignaro dei 1300 che gli avrebbero invaso il sentiero abituale, è uscito per cercare la pace della sua corsa domenicale.
Il sentiero è stretto e noi siamo tanti, nelle curve a volte ci sono momenti critici, per lo meno bisogna fare molta attenzione per non tagliare la strada a nessuno ed evitare che qualcuno ci piombi davanti senza volerlo.
Continuo a star bene, ma sono guardingo.
Si esce dal parco, alla fine del settimo chilometro però devo arrendermi all'evidenza: ne ho di più di quello che sto dando.
Provo timidamente ad accelerare, pronto a tornare in carreggiata in caso di sensazioni brutte, che però non arrivano.
L'ottavo chilometro è archiviato in 4'15, e le gambe sembrano dirmi: finalmente ci stai lasciando andare!
Al nono c'è una salita, ma nonostante questo siamo intorno ai 4'10.
Ultimo chilometro, non ci sono più scuse, lascio andare tutto quel che c'è, supero tantissimi altri che sono invece in debito di ossigeno e di glicogeno, chiudo in accelerazione, ultimo chilometro sul filo dei 4', rettilineo finale ben al di sotto.
La media finale è 4'23, il passaggio ai 10'000 ben sotto i 44', direi che è un bel punto di partenza considerando che mancano 23 settimane alla Milano City Marathon e credevo di essere molto più indietro.
Il motore non si è poi così danneggiato, adesso si tratta di riprendere l'abitudine a correre a lungo, il che è quel che più mi manca in questi giorni, mi accorgo che solo arrivare a 15-20km mi costa fatica.
Le prime settimane della preparazione saranno proprio finalizzate al recupero del fondo, correrò tanto ma lentamente, ho bisogno di chilometri, non importa adesso farli veloci, l'importante è farli.
In carrozza, si parte!

giovedì 18 luglio 2013

Estate correndo (Giro dell'Altomilanese), ultima tappa: Magnago Jackpot Run



Per l'ultimo appuntamento di questo bel circuito, una grande classica: sono ormai alla terza partecipazione alla Jackpot Run, gara che mi aveva curiosamente visto concludere le due precedenti edizioni con lo stesso tempo al secondo.
La novità di quest'anno è che sono stati abbandonati i classici due brevi giri veloci per un percorso più articolato, che passa per il centro del paese e comprende due sottopassaggi, cosa che può spezzare sia il ritmo che le gambe, già fatte girare al limite.
Nuova è anche la partenza dalla pista di atletica, e nuova (per me) è anche la falsa partenza, dovuta ad un'incomprensione curiosa tra gli organizzatori, che ancora devono presentare i leader del circuito, e lo starter, che spara senza accorgersi che i convenevoli sono ancora in corso.
Il risultato è un po' di confusione per riportare tutti indietro, con gli atleti della non competitiva che già si erano schierati al posto che noi avevamo appena lasciato libero, ma anche qualche sana risata.
Conosco Magnago molto bene, ma non ho studiato lo svolgimento del percorso, per cui sono curioso di vedere dove ci porterà.
Al primo chilometro subito il primo sottopassaggio, mordi e fuggi, giù in picchiata e subito di nuovo su, senza conseguenze per le gambe ancora fresche.
Al secondo chilometro mi affianca la ragazza che già avevo avuto come riferimento a Ossona, e decido di starle di nuovo attaccato, ormai ho imparato che viaggia sicura al di sotto dei 4' al chilometro, il mio obiettivo di giornata.
Oggi però va decisamente forte, siamo sui 3'50" al chilometro, non voglio strafare e piano piano la vedo andar via, alla fine saranno una quindicina i secondi che ci separeranno al traguardo. Complimenti di nuovo.
Due battute con l'amico Kostia, che è partito anche lui fortissimo, con l'obiettivo di passare sotto i 20' al quinto chilometro (non ci riuscirà per una manciata di secondi, ma l'appuntamento è solo rimandato, sono sicuro!), e mi ritrovo solo a dover gestire un ritmo che però mi è diventato ormai familiare, siamo alla quinta prova e le variazioni sono state davvero minime, per cui so di averlo nelle gambe e di poterlo tenere fino in fondo.
Arriva il secondo sottopassaggio, al quarto chilometro, questo è più lungo, in discesa lascio andare le gambe che cercano ormai un po' di ristoro, e mi preparo per la salita, sapendo che dopo non si può rifiatare perchè mancherà davvero poco.
Ecco infatti il passaggio sullo sterrato nel bosco, percorso in senso inverso rispetto agli anni scorsi, alla fine di questo c'è la postazione di tifoseria personale che mi dà la carica per vedere meno lontano l'arrivo.
Manca poco, in effetti, il cartello del quinto chilometro e siamo già a ridosso della pista, che va percorsa per metà.
Non ho atleti raggiungibili davanti a me, ma sento che da dietro qualcuno incalza, quindi tiro fuori le energie rimaste e corro gli ultimi 200 metri a 3'20", riuscendo a tener dietro l'inseguitore.
Il crono dice che ho migliorato di un minuto il tempo precedente, pur su un percorso sicuramente un po' meno scorrevole, non foss'altro che per i due saliscendi dei cavalcavia.
Soddisfatto, attendo le classifiche finali e intanto mi gusto il ricco ristoro, comprensivo di pizza, gelato e ghiaccioli....difficile chiedere di più!
Chiudo questo Giro in 44° posizione assoluta sui circa 120 classificati, 7° della mia categoria, ma questi numeri sono da rapportare al valore degli altri concorrenti.
La soddisfazione che mi porto a casa, e su cui di certo non avrei scommesso, è quella di essere riuscito a correre tutte le cinque prove a un ritmo di qualche secondo inferiore ai 4' per chilometro, con conseguente ampio personale sui 5000, ottenuto nella prova di Castano.
Tra qualche settimana saprò se questa iniezione di velocità mi aiuterà anche nella ricerca del personale su distanze più lunghe...i prossimi appuntamenti sono con 21 e 42km!

lunedì 8 luglio 2013

Estate correndo (Giro dell'Altomilanese), tappa 4, Ossona

Ecco la quarta tappa del circuito.
Dopo una giornata non leggera, arrivo a Ossona, scendo dalla macchina e...ci risalgo subito!
Il termometro segna 33 gradi, sembra di stare in un forno.
Mi cambio in macchina con l'aria condizionata accesa, poi non si può più rimandare, bisogna scendere e tentare di abituarsi un minimo alla temperatura prima del via.
Il riscaldamento è ovviamente ridotto al minimo, però la voglia, nonostante le condizioni avverse, stasera c'è, sono ansioso di partire.
Il percorso sarà di 5800m, chissà se anche con queste temperature riuscirò a tenere i ritmi delle scorse tappe.
Non c'è troppo tempo per pensarci, lo sparo ci coglie tutti impreparati mentre aspettiamo di avanzare ancora per portarci sotto il gonfiabile.
Invece, pronti via.
Il primo chilometro come sempre vola via, e come sempre troppo allegro, siamo sui 3'52", devo controllare le gambe o stasera scoppio sul serio.
Il secondo chilometro è però più o meno sulla falsariga del primo, ma poi ci pensa il tracciato di gara a calmare i bollenti spiriti, regalandoci un passaggio suggestivo ma tecnicamente impegnativo su una strada di campagna sterrata e piuttosto stretta, la cui difficoltà è aumentata dai sorpassi continui ai camminatori che troviamo sul percorso, partiti troppo poco prima di noi.
Da mozzare il fiato è un passaggio in controluce in mezzo a un campo di grano, il sole che tramonta esalta il giallo del grano e la polvere alzata dal serpentone dei runners conferisce al tutto un'atmosfera quasi magica.
Rimpiango di non poter fermare in una foto questo momento, ma c'è altro da fare adesso, bisogna mettere in gioco anche la testa oltre che le gambe per riuscire a tenere il ritmo alto quando i muscoli cominciano a bruciare.
Finito lo sterrato, vengo affiancato da una delle prime donne, un'atleta che già mi aveva sorpassato negli ultimi chilometri a Rescaldina.
Sembra averne più di me, ma forse, mi dico, può aiutarmi a tenere il ritmo alto finchè le sto dietro.
L'aiuto che riceverò sarà grande, procediamo allo stesso ritmo fino in fondo, mi accorgo con sorpresa di avere ancora qualcosa da spendere nelle ultime centinaia di metri, per cui mi lascio alle spalle (con qualche senso di colpa ma tanta gratitudine) lei e un altro paio di concorrenti, arrivando sul traguardo ancora una volta con una media globale inferiore ai 4' per chilometro.
Il premio meritato è un bel pasta party in una location molto suggestiva e fresca.
Venerdi ultimo appuntamento a Magnago, quasi gara di casa per me, e passerella finale!
 

giovedì 4 luglio 2013

Estate correndo (Giro dell'Altomilanese), tappa 3, Rescaldina

La terza tappa di questo giro coincide con la "notte delle tre esse", il gruppo podistico di Rescaldina, e fin dalla location sembra trattarsi di una bella festa: birra e salamella accanto al ristoro tradizionale, e un piccolo Luna Park attiguo alla pista di atletica dove è posizionato il gonfiabile di partenza e arrivo.
In mezzo però si fa sul serio.
La gara sarà la più lunga di tutto il giro, un po' più di 6km, per cui non ci sono riferimenti per il ritmo da tenere, bisognerà andare a sensazione, considerando anche che chi qui ci ha già corso, racconta di un paio di cavalcavia non proprio dolci.
La serata però è fresca, si presta per correre bene, parto tranquillo, o almeno così mi sembra, ma seguire il gruppo mi porta subito sotto i 4' al chilometro.
Mi sforzo di rallentare leggermente.
Il primo cavalcavia arriva e passa senza dare troppo fastidio, corriamo da un solo chilometro, mi dico che forse la pagheremo più in là questa facilità apparente nel superarlo.
Poco dopo la strada si addentra in un bosco, fa ancora più fresco, corro facile ma non voglio esagerare, preferisco piuttosto tenermi qualcosa per il finale.
Arriva veloce l'ultimo chilometro, e allora dopo il secondo cavalcavia (anche questo molto meno cattivo di come lo immaginavo) provo ad aumentare il ritmo e a riprendere qualche avversario che mi sta davanti.
Chiudo bene, il giro di pista finale addirittura intorno ai 3' al chilometro, il che mi permette di concludere anche questa tappa con una media che abbia un 3 come prima cifra, il che, vista la lunghezza maggiore, mi soddisfa davvero.
La classifica a questo punto conta poco, il 33° posto in classifica generale risente sicuramente delle tappe mancate da altri podisti che vengono classificati dopo quelli che come me hanno corso ogni settimana, per cui sarà sicuramente destinato a rimanere gloria effimera.
Domani quarta tappa, a questo punto si prova a stare su questi tempi fino alla fine!

martedì 25 giugno 2013

Estate correndo (Giro dell'Altomilanese), tappa 2, San Giorgio su Legnano


Per la seconda tappa di questo Giro, siamo sulla pista del mitico Campaccio, sede della gara omonima, che si svolge a gennaio, solitamente in mezzo al fango.
Questa sera invece tutto è più che asciutto, anche se la temperatura non è così asfissiante come una settimana fa a Castano.
La voglia di correre comunque è abbastanza frustrata dalla cappa atmosferica, e i miei compagni d'avventura mi sembrano nella stessa condizione.
Ci scaldiamo poco...d'altra parte non ce n'è molto bisogno!
Dopo i 5000 metri della prima serata, tutte le altre tappe sono sulla distanza dei 5,7km, ancora non ho ben capito perchè.
So quindi che sarà difficile tenere il ritmo di Castano. Decido di provare a stare intorno ai 4' al km, e vedere la risposta delle gambe e dei polmoni.
Partenza, e dopo un mezzo giro di pista si esce su un lungo rettilineo, dove correre è facile, e il primo chilometro va in archivio a un ritmo più elevato di quanto vorrei.
Il paesaggio non è certo di sostegno come lo erano le sponde del Villoresi, e la fatica al terzo chilometro impone di rallentare leggermente, il Garmin si porta sui 4'02" di passo medio, non voglio forzare, questa andatura mi sembra di poterla reggere fino in fondo.
Per tutta la seconda parte di gara non effettuo e non subisco sorpassi, ho due atleti appena avanti a me e un certo distacco su quelli che inseguono.
L'ultimo chilometro comincia con un tratto di sterrato, su cui provo ad attaccare uno dei due che mi stanno davanti, notando un minimo rallentamento.
Sbuchiamo sulla strada che porta al campo sportivo, mancano 500m e so che adesso bisogna dare tutto quello che c'è, anche se le gambe bruciano.
Sulla pista provo ad affiancare anche l'altro corridore che ho davanti, ma lui se ne accorge e allunga, decisamente ne ha più di me, io più di così non ce la faccio, volata persa questa volta.
Buone notizie arrivano dalla classifica, che mi vede 35° assouto e 7° di categoria, ma molti che hanno perso una delle due tappe finora disputate, mi torneranno davanti nelle prossime gare con il gioco dello scarto del tempo peggiore.
No problem, la mia gara è su di me, prima di tutto.
Sto correndo relativamente poco in queste settimane, ma sempre con ritmi alti.
Ho impostato i lavori settimanali con una seduta di ripetute, un medio, un solo fondo lento e la gara tirata.
Tre uscite su quattro sono di qualità, vediamo quali risultati porteranno, soprattutto in ottica mezza maratona di settembre.

martedì 18 giugno 2013

Estate correndo (Giro dell'Altomilanese), tappa 1, Castano Primo

Eccoci alla prima tappa di questo circuito estivo, che affronto con una discreta voglia (non gareggio dalla maratona di Vercelli del 1 maggio, siamo quasi a metà dell'anno ed è solo la terza volta che mi presento al via di una gara).
Le sensazioni dell'ultimo periodo di allenamento non sono però confortanti, mi sento imballato, le prove sulla velocità sono state piuttosto deludenti, ho eseguito un test sui 3000 metri una decina di giorni fa, concludendolo abbastanza provato appena sotto i 12 minuti.
La location di Castano è comunque stimolante, discretamente scenografica la grande piazza dove è situata la zona di partenza.
La corsa dei bambini costituisce un buon assaggio di agonismo per l'impegno profuso dai runners in erba, due chiacchiere con un paio di amici che spero mi accompagneranno lungo il percorso, qualche minuto di riscaldamento nei 30 gradi della calura altomilanese, ed è già ora di partire.
L'obiettivo è di stare, se possibile, al di sotto dei 20 minuti, il che costituirebbe un personale ufficiale sui 5000 metri (lo scorso anno ero già stato sotto i 20 minuti nei primi 5000m della gara di Busto, ma era il passaggio nel corso dei 5,5km totali).
Non facile, ma non impossibile.
Si parte, non siamo tanti e quindi il ritmo si può prendere da subito.
Anzi, come sempre la vicinanza di altri corridori trascina su tempi ben più veloci di quelli preventivati.
I due compagni d'avventura, Kostia e Carlo, sono appena davanti a me.
Dopo poco più di un chilometro, affianco Carlo e lancio una battuta a Kostia, che si era definito un calcolatore, ma ci sta trascinando a 3'50" al chilometro.
Poco dopo rallenta leggermente e mi porto davanti per fare un po' l'andatura.
Purtroppo qualche centinaio di metri più avanti, girandomi, non vedrò più nelle vicinanze nessuno dei due, e la cosa mi dispiace doppiamente, prima di tutto per la loro gara che non sta andando come da previsione, e un pochino anche per la mia, che d'ora in poi sarà una sofferenza solitaria.
Il mio ritmo rimane piuttosto costante, viaggio bene sui 3'54-3'55/km, vediamo fino a quando reggo.
Il percorso si conferma molto bello, si costeggia sui due lati il canale Villoresi, peccato non potermi soffermare troppo a guardare in giro, concentrato come sono sulle gambe che cominciano a bruciare e sul respiro che si fa sempre più pesante.
Ho dimenticato il cardiofrequenzimetro e forse è meglio così, un dato in meno per cui allarmarmi.
Percorso il terzo chilometro, mi chiedo se potrò continuare su questo ritmo fino in fondo, cerco un aiuto con lo sguardo e vedo una ragazza con un bel passo regolare e leggero qualche decina di metri avanti a me.
Decido di provare a starle dietro, lei prosegue regolare e senza apparente fatica, al contrario di me, quasi imbarazzato dal mio respiro, che credo stiano già sentendo sotto il gonfiabile dell'arrivo, due chilometri più avanti.
Il quarto chilometro è il più difficile, tengo comunque botta grazie al riferimento davanti a me e lo chiudo in 3'57".
Ultime centinaia di metri, capisco che stiamo tornando verso il centro, il percorso è davvero bello ma io sto detestando ogni metro di questa strada che non vuole finire mai.
A 300m dal traguardo c'è Lamberto, il mio compagno d'avventura in quel di Verona a ottobre, anche lì avevamo sofferto un bel po', ma era arrivato un personale sui 42k.
Finalmente ultima curva, vedo il gonfiabile e spingo con tutto quello che mi rimane nelle gambe, a pochi metri dal traguardo affianco e supero la mia "lepre" della seconda metà di gara, quasi sentendomi in colpa a passare prima di lei sul traguardo dopo aver ricevuto tanto aiuto, seppure involontario.
Lo speaker dice che lei è la quarta donna a passare sotto il gonfiabile, brava davvero.
Stop al cronometro, respiro, respiro più che posso, piegato sulle ginocchia, cerco un posto dove sedermi, poi invece mi volto a guardare se vedo arrivare Kostia e Carlo, ancora non compaiono.
Un occhio al GPS e vedo che contro ogni pronostico segna addirittura 19'20"!
Raggiunto uno degli obiettivi dell'estate, al primo tentativo, sono davvero contento.
Kostia arriva in poco più di 20 minuti, Carlo invece è andato proprio in difficoltà, arriverà un paio di minuti dopo, serata negativa per lui, sarà per la prossima, che già ci aspetta tra pochi giorni!

giovedì 27 settembre 2012

Settembre variegato

La preparazione per la maratona volge al termine, ormai siamo in vista del traguardo, e la sensazione è quella dei compiti in classe già finiti, con ancora qualche giorno di scuola a cui bisogna presenziare ma senza un significato specifico e con la testa già agli esami di fine anno.
Dopo aver portato a termine con molta facilità il temuto LL da 35km, la fiducia in un buon risultato è rafforzata, anche se negli ultimi giorni un po' di stanchezza comincia ad affiorare e sento la necessità di aiutarmi negli allenamenti con stimoli che li rendano interessanti e speciali.
Così ho cercato di adattare qualche gara breve ad allenamento di qualità, e la settimana scorsa ho corso l'ultimo vero lungo percorrendo l'intera circonferenza della ciclabile che costeggia il lago di Varese.
E' stato in realtà un bell'allenamento, duro al punto giusto, sono arrivato alla fine dei 28km decisamente stanco, ma consapevole di aver messo un altro bel mattoncino e soprattutto di aver passato una mattina molto piacevole, ci pensavo da un po' di tempo, lavoro a Varese da una vita e ancora non avevo trovato il modo di compiere il giro completo.
Consiglio davvero a tutti quanti ne avessero la possibilità di percorrere tutto o parte di questo anello, caratterizzato da continui saliscendi che lo rendono tecnicamente non semplicissimo, ma si è costantemente aiutati dai paesaggi mutevoli e stimolanti, che vanno dagli scorci del lago ai prati, alla campagna, con solo pochi e brevi tratti che costeggiano la strada.
Il 14 settembre ho poi partecipato alla mia quarta Legnano Night Run, gara a cui sono molto legato per diversi motivi, i principali sono che si corre a due passi da casa mia, su strade molto familiari, che il percorso è lo stesso che utilizzo nei miei allenamenti mattutini, e non ultimo il fatto che questa 3 anni fa è stata la mia prima gara in assoluto, praticamente un debutto per uno che non aveva mai pensato di mettersi a correre. Da qui è poi partita l'avventura.
La tabella per Verona però non contemplava niente del genere per quei giorni, la gara comprende un giro di 3750m da percorrersi due volte, per un totale di 7,5km.
Troppo veloce per me, non volevo spingere troppo, venivo da un bel carico di chilometri e avevo paura di potermi infortunare se avessi esagerato.
L'idea era quella di trasformarla in un bel medio, percorrendo un giro in più senza spingere al massimo.
Quando lo speaker ha però annunciato che si sarebbe partiti con un quarto d'ora di ritardo, ho deciso di percorrere prima il mio giro aggiuntivo e poi di riunirmi al gruppo per i due giri restanti.
Il primo giro è stato quindi una specie di percorso solitario con i poveri addetti al serrvizio d'ordine che mi guardavano con sospetto e curiosità, ritenendo ovviamente impossibile che fossi un fenomeno già in fuga, e chiedendosi forse se dovessero fermare questo matto partito in anticipo su tutti gli altri...dopo qualche simpatico scambio di battute con qualcuno di loro, eccomi sul rettilineo finale.
Non vedo più nessuno dei 1500 iscritti alla gara che poco prima affollavano le strade, quindi capisco che la partenza in effetti non è stata ritardata di quanto annunciato.
Il cronometro posto sul traguardo segna già 7 minuti.
La gente al bordo della strada è abbastanza divisa, qualcuno capisce la situazione e se la ride, ma molti sono convinti di aver davanti un corridore in testa e in fuga, quindi partono degli incitamenti che, ovviamente, mi proiettano in una dimensione, quella del fuggitivo e futuro vincitore, che non mi appartiene per nulla!
Senza smentire nessuno e godendomi questo istante di gloria immeritata, passo sul traguardo e proseguo al mio ritmo, cominciando quasi subito a raggiungere chi sta intendendo la corsa come una camminata di salute, e poi via via i podisti più lenti, fino a risalire circa 500 posizioni fino all'arrivo.
La situazione è molto simpatica, tanti non si capacitano di venire doppiati così presto, altri chiedono cosa ho fatto fino a quel momento in fondo al gruppo, qualcuno è convinto che sto esagerando con uno scatto per cui mi ritroverà agonizzante poco più avanti.
Il ritmo non esagerato permette una parola o una battuta qua e là, e due chiacchiere con chi magari conosco e affianco per un tratto.
Concludo quindi un allenamento tanto utile quanto divertente, ne vien fuori un medio di 11km corso a 4'40"/km, di sicuro non sarebbe stato così facile se corso in solitaria!
L'ultimo evento di questo strano settembre è l'Innovation Running, corsa di 10km che si disputa a Milano, con partenza e arrivo dalla storica Arena, sempre una garanzia di qualità.
Per me sostituisce l'allenamento di ripetute previsto in settimana, quindi posso permettermi un ritmo non proprio da passeggio domenicale.
Tengo bene i 4'28" fino a circa l'8°km, poi aumento un po' negli ultimi due, fino a uno sprint finale dettato da un curioso aneddoto: siamo ormai in vista dell'Arena, quando sento dal marciapiede diversi incitamenti e la voce di un bambino: "Vai, nonno!!!".
Nonno!?!?!? Guardo poco più avanti e vedo un podista che mi precede di poco, dai capelli decisamente bianchi...
E no, battuto dal nonno no!
Lo supero all'ingresso della pista e finisco l'ultimo chilometro con una progressione fuori programma, la media finale sarà 4'24" sui 10260m percorsi, un minimo di rammarico per aver fermato il real time qualche secondo sopra i 45', sono soddisfatto.
A casa la sorpresa: guardo le foto della gara, e chi trovo due metri dietro di me mentre arrivo sul traguardo?
Il nonno, ovviamente, che si è permesso uno sprint di tutto rispetto.
Grandi complimenti, se me ne fossi accorto in tempo mi sarei voltato per stringerli la mano, e per chiedergli il segreto di tanta longevità!


lunedì 30 luglio 2012

Magnago Jackpot Run 2012

Seconda edizione (per me) di questa corsa molto speciale, non tanto per il percorso, completamente piatto per tutti i 2850m da percorrere due volte, nè tantomeno per le possibilità di piazzamento, precluse dal livello sempre molto alto di atleti richiamati dalla possibilità di portarsi a casa il premio goloso...la vera nota di eccezionalità di questa gara è che per me è davvero casalinga, in quanto passa davanti alla casa dei suoceri, che ad ogni passaggio regalano un tifo da curva calcistica.
Arrivo alla gara comunque piuttosto scarico, le gare del Giro del Varesotto hanno preso tante energie fisiche ma soprattutto mentali, non c'è l'attesa della gara, che nelle ultime settimane è divenuta quasi routine in mezzo agli allenamenti, nè, cosa ben più grave, la voglia di soffrire per raggiungere un risultato per cui si è lavorato.
Da qui la decisione, tagliato il traguardo, di staccare per un po' la spina dagli eventi agonistici, per dedicarmi con calma alla preparazione del prossimo appuntamento importante, la maratona di Verona a ottobre.
Questa Jackpot Run si corre con temperature vicine ai 30°, un piccolo temporale pomeridiano ottiene il solo risultato di aumentare l'umidità e risvegliare le zanzare più aggressive della zona.
Positivo il ritrovare qualche amico prima della partenza, come Mauro, per me ancora decisamente irraggiungibile, e Carlo, con cui condivido l'obiettivo di stare intorno ai 4'/km.
La partenza arriva quasi improvvisa, per il primo chilometro riesco facilmente a tenere l'andatura prevista, al primo passaggio davanti a casa il tifo fa voltare tutti a guardare stupiti il motivo di tanto entusiasmo, io passo tranquillo mentre Carlo rimane leggermente indietro.



Al termine del primo passaggio sulla pista di atletica decido che non ho particolarmente voglia di tirarmi il collo per tenere al massimo, quindi mi assesto sui 4'05"/km (l'anno scorso avevo concluso alla media di 4'08") e tengo così fino alla fine.
Incrocio Carlo dopo l'ultimo va e vieni alla rotonda, decisamente attardato rispetto a me; evidentemente, mi dico, c'è stato qualche problema e mi dispiace.
L'arrivo in pista è sempre bello, che sia l'Arena Civica di Milano o il campetto di Magnago è sempre una bella sensazione.
Il tartan morbido sotto le mie suole abituate all'asfalto è quasi un massaggio rilassante.
Spingo solo leggermente di più, non mi interessa guadagnare 1-2 secondi, mi interessa godermi gli ultimi metri di questa mia mini-stagione di gare veloci, da domani si torna a pensare ai 42km.
Chiudo un tempo in pratica identico a quello dell'anno precedente.
Una foto e un ghiacciolo, dopo di che...vacanza!


domenica 1 luglio 2012

Cinque Mulini Summer Night

Dopo il tentativo semi-fallimentare di maggio a Saronno, ecco un’altra occasione per un 10'000 con la Cinque Mulini Summer Night.
Gli auspici però sono subito proibitivi, visto che la giornata è caldissima, e sicuramente al colpo di pistola la temperatura sarà ancora elevata, con tanta umidità a peggiorare le cose.
Nell’attesa, mi godo con calma i preparativi a questa gara, una di quelle poche da considerarsi veramente “sotto casa”, visto che la partenza è a solo un paio di chilometri da casa mia.
Intorno alle 18 posso quindi concedermi il lusso di un giretto esplorativo, con ritiro di pettorale e pacco gara (al solito molto ricco, la Cinque Mulini è una manifestazione che richiama sempre molti sponsor, anche in questa versione estiva e ufficialmente non competitiva).
Peccato che la taglia più grande della bella canotta tecnica mi sia comunque troppo corta…
Alla partenza il clima è effettivamente poco competitivo: a pochi minuti dal via i concorrenti si attardano ancora in capannelli a chiacchierare, non c’è affollamento alla linea di partenza, si incontrano personaggi decisamente improbabili in abbigliamento da runners più o meno improvvisati.
Il fatto poi che ci sia anche una buona parte che ha scelto la 5km, rende il tutto ancora più affollato e caotico, perché la gente è davvero tanta (alla fine 221 classificati nella 10k e 270 nella 5k).
Si parte, Gigi corre con me dopo un bel po’ di tempo, e dichiara una tattica di gara abbastanza enigmatica: mi starà dietro finchè ne ha e poi si vedrà.
Lo conosco abbastanza bene per sapere che sarà con me fino in fondo.
Il percorso è molto bello, un po’ per le strade di San Vittore, ma soprattutto in mezzo ai campi e alle cascine che ancora resistono in una zona sempre più popolata.
Il clou è rappresentato dal passaggio nel mulino, con fossato all’uscita. Lì si perde forzatamente un po’ di tempo, ma è la griffe di questa gara, senza non sarebbe lo stesso.
Il mio ritmo iniziale è intorno ai 4’20”, vorrei tentare di stare nei 45’ totali, ma con questo caldo so che sarà dura.
Infatti dopo pochi chilometri le gambe iniziano ad essere molli, e la gratitudine per chi ci passa una bottiglia di acqua cresce in modo esponenziale. Ma il refrigerio dura sempre troppo poco.
I tempi al chilometro si alzano inesorabilmente, è chiaro che i 10'000 in meno di 45’ oggi non si fanno, e allora decidiamo di arrivare tranquilli fino al traguardo, senza angosciarci per il calo evidente della parte centrale. I chilometri 7 e 8 li corriamo a 4’45” abbondanti, poi, a circa un chilometro dall’arrivo (al primo passaggio abbiamo capito che il percorso è di qualche centinaio di metri più corto), vedo che Gigi aumenta leggermente il passo.
Ma non si era detto di arrivare tranquilli?
A questo punto il dilemma: posto che non ho molta voglia di fare fatica, stasera, potrei lasciarlo andare e arrivare fino in fondo con un ritmo comodo.
Oppure…
Ecco, oppure.
Aumento il passo e gli sto incollato, il respiro si fa impegnato e cominciamo a sorpassare un buon numero di podisti esausti. Molti addirittura camminano.
Arriviamo al traguardo in ottima progressione (ultimo chilometro a 4’10”), passando in mezzo a tanta gente che ci aiuta a non mollare e a non calare di intensità.
Il tempo finale sarà intorno ai 44’, ma ai 10km mancherebbero almeno 300m, quindi non si può parlare di risultato raggiunto!
Siamo anche un po’ sorpresi dalla posizione di classifica, che ci vede al 43° e 44° posto su 221 arrivati, ma chiaramente la classifica risente del livello globalmente basso della manifestazione.
Ottimo il ristoro, ma il mio stomaco non ne vuol sapere di ricevere cibi solidi, mi devo limitare a reintegrare i liquidi persi, che sono stati davvero tanti!
Serata sicuramente piacevole, dopo il Giro del Varesotto ci voleva una gara in cui non ci si prende troppo sul serio e si può pensare più che altro a divertirsi!


domenica 10 giugno 2012

Giro del Varesotto, 5° e 6° tappa

Si è concluso questa settimana il Giro, esperienza molto positiva, sia in se stessa che in prospettiva per le gare future.
Questo perchè, come ho avuto modo di ripetere in più occasioni, sicuramente il correre "forte" (certo, tutto è relativo!) consente un miglioramento, piccolo o grande che sia, della velocità di base, il che non può che venire utile anche nelle distanze più lunghe.
Inoltre, proprio di "esperienza" devo parlare, visto che era in pratica il mio primo avvicinamento a distanze così brevi, a parte la Jackpot Run della scorsa estate.
Restano da raccontare le ultime due tappe.
A Cassano arrivo dopo due notti lavorative consecutive, quindi per forza di cose un po' stanco, in una serata piuttosto calda.
Decido comunque di provare a partire sulla media tenuta a Busto, ossia intorno ai 3'55"/km, e poi vedere come rispondono gambe, polmoni e soprattutto testa.
Il pre-gara mi regala comunque già una bella sorpresa: vengo infatti estratto a sorte come vincitore di un pettorale per la mezza di Busto di novembre, gara che, nel mio ancora nebuloso calendario autunnale, avevo già deciso di utilizzare come possibile attacco al personale sui 21km. Dunque, la serata prende già una bella piega!
L'inizio della gara non è male, tengo botta anche se sento subito che il ritmo non mi è facile come a Busto, quando avevo sofferto davvero solo nella parte finale.
Intorno a metà gara, poi, un tratto di sterrato piuttosto lungo costringe a concentrarsi più sugli appoggi che sull'impegno muscolare, e quando si ritorna finalmente sull'asfalto vedo che il mio ritmo è inesorabilmente salito sopra i 4'.
La gara è ancora lunga, anche perchè le due tappe considerate completamente pianeggianti sono di qualche centinaio di metri più lunghe delle altre.
E qualche centinaio di metri quando sei in sofferenza non sono mai pochi!
Per fortuna ci sono due fattori che mi aiutano a tener duro fino in fondo: l'arrivo è ben visibile già quando mancano 800m per raggiungerlo, essendo alla fine di un lungo rettilineo: la vista del traguardo lo fa apparire come una meta concreta e quindi più facilmente raggiungibile!
Poi, a sorpresa, su quel rettilineo trovo appostati degli amici venuti a salutarmi, e questo mi dà la carica definitiva per arrivare fino in fondo con un ritmo che resta appena sopra i 4'.



La classifica generale a questo punto mi vede poco fuori dai primi 150, risultato già insperato alla partenza del Giro, soprattutto per le medie che sono riuscito a tenere, ma voglio provarci fino in fondo e arrivo a Casorate, tappa che mi descrivono come un continuo saliscendi ma senza grossi strappi, deciso a dare il massimo.
Anche stavolta parto tenendo una media incurante delle pendenze, lievi ma continue, che incontro lungo il percorso.
Qualche difficoltà in più la danno i frequenti sorpassi delle podiste (partite stavolta qualche minuto prima dei colleghi maschi) rimaste attardate, che a volte rischiamo di urtare, vedendole all'ultimo momento davanti a noi.
Ormai, arrivato alla sesta tappa, conosco bene quelli che mi trovo a fianco, abbiamo corso insieme tutto il Giro, e so i tempi che valgono.
Identifico quindi di volta in volta lepri da seguire o obiettivi da mettere nel mirino per tentare il sorpasso, anche se diciamo che, nonostante l'agonismo e la voglia di far bene per scalare qualche posizione, questa ultima tappa è sentita un po' da tutti come una passerella, a conclusione delle nostre fatiche (la foto qui sotto lo dimostra, un sorriso a 4'/km è impresa difficile da realizzare!).


Nonostante il percorso qui sia più impegnativo che a Cassano, chiudo esattamente con la stessa media (4'02"/km), soddisfatto per via di qualche doloretto ai quadricipiti che mi convince definitivamente di aver dato tutto quello che mi era rimasto da dare.



La tappa di Cassano a questo punto risulta la peggiore, e viene quindi scartata.
Il minuto guadagnato con questo scarto mi permette di ottenere un tranquillo ingresso nei primi 150 classificati (146° alla fine) e di aggiungere quindi un'ulteriore nota di soddisfazione a questa mia prima partecipazione al Giro.
Medagliona finale sudata ma pienamente guadagnata!
Tirando le somme, esperienza più che positiva per i motivi detti sopra, per l'ottima organizzazione e soprattutto per la cornice di pubblico che ogni sera abbiamo trovato lungo il nostro percorso.
Per questo, non è detto che nei prossimi anni non diventi un appuntamento fisso della mia estate podistica!

domenica 3 giugno 2012

Giro del Varesotto, 4°tappa. Ancora salita...

Giro di boa ampiamente superato per questo mio primo Giro, è tempo di alcune considerazioni.
L'esperienza di sicuro va considerata del tutto positiva, anche e forse soprattutto per un novellino di queste distanze come sono io.
La formula delle diverse tappe con relativa classifica generale è molto accattivante, dopo ogni serata si va a guardare non solo la posizione della singola gara, ma anche quello che hanno fatto i diretti "rivali" per la classifica generale (che poi sono gli stessi con cui ci si trova a correre ogni sera, dato che sono quelli con il mio stesso ritmo!). E, se la cosa è interessante per me, che navigo (inaspettatamente) verso il centro della classifica, immagino come sia appassionante per chi si gioca il podio finale o comunque posizioni di rilievo!
Poi c'è il dato non trascurabile della distanza non convenzionale per me: io che giro raramente sotto i 4'30" in allenamento (e quasi mai in gara), mi trovo a correre in giorni ravvicinati a poco più di 4'00"/km, e per di più su percorsi molto mossi, il che non può che venire incontro al motivo principe per cui mi ero iscritto, cioè quello di fare un po' di sano allenamento sulla velocità, finalizzato a migliorare la velocità di base e che (spero) verrà utile anche quando le distanze ricominceranno ad allungarsi.
In questo il percorso di Quinzano era il massimo incontrato finora: molto nervoso, con un paio di strappi intorno al 1° e al 3°km molto duri e piuttosto lunghi, che hanno spento in un attimo le mie intenzioni bellicose. Riporto qui un tracciato altimetrico della gara rinvenuto in rete.



Il risultato è stato che ho patito più di quanto mi aspettassi.
Peraltro sono stato in parte ingannato da un paio di battute scambiate con un occasionale compagno di corsa, che sosteneva che il tratto peggiore fosse nell'ultimo chilometro, il che mi ha portato a risparmiare qualcosina tra i km 3 e 4, per poi verificare invece che non era esattamente così (il tracciato altimetrico lo dimostra bene!).
Chiudo quindi, nonostante tutto, con una specie di sprint un gara strana, l'ennesima dimostrazione della mia scarsa esperienza su queste distanze, mantengo l'impressione di non aver ancora chiaro il limite cui posso ambire...di sicuro l'altra sera non ci sono andato nemmeno vicino!


giovedì 31 maggio 2012

Giro del Varesotto, 3°tappa

Terza tappa archiviata, ma con quanta fatica!
Questa volta non c'erano dritte, non c'erano suggerimenti, non c'era l'esperienza di chi l'aveva già corsa.
La tappa di Somma Lombardo si presenta con un percorso nuovo, che nessuno ha mai testato.
Non si sa quante salite, quanto ripide, quanto lunghe...
Alla partenza subito l'imprevisto: per la calca c'è una caduta poco avanti a me, con conseguente frenata collettiva, per fortuna mi sembra niente di grave per i podisti coinvolti.
Dopo 100m una curva secca a destra e una bella discesa, in cui le gambe possono sciogliersi dopo l'attesa in gabbia che irrigidisce sempre un po'.
Prima salitella, affrontata con calma, non so cosa verrà...
I primi 2km presentano qualche saliscendi non troppo accentuato ma abbastanza lungo, riesco comunque a tenere un ritmo di poco superiore ai 4'/km, aiutato anche dai tratti di discesa.
Capisco subito però che non è un percorso in cui si possa ambire a tenere una media paragonabile a quella di Busto, e ne ho conferma quando si passa attraverso il bosco in un tratto di salita su fondo sterrato...visto quanto è ripido qui e quanto il terreno è irregolare, siamo fortunati che non abbia piovuto in questi ultimi giorni!
Il paesaggio è il più bello incontrato finora in questo Giro: si passa dalla campagna al bosco, alle stradine del paese, molto pittoresche, sicuramente, ma molto molto impegnative, con un saliscendi continuo e curve secche dietro alle quali non sai mai cosa aspettarti.
Il chilometro che comprende la salita nel bosco sarà il più lento della gara, naturalmente, e lo corro in 4'20".
Nel finale riesco ad andare in progressione, superando qualche avversario e correndo gli ultimi 2km rispettivamente in 4'13" e 4'05".
Ne ho ancora per un bell'allungo in vista del traguardo, gli ultimi 150m li corro addirittua a 3'10", anche se poi arrivo stremato.
Bellissimo percorso, molto impegnativo e sicuramente molto allenante, di certo è tutto fieno in cascina per il futuro...intanto mi godo la mia posizione in graduatoria, nella generale dopo 3 prove sono addirittura nel primo terzo della classifica! C'è da dire che chi non ha corso tutte le prove viene spostato in fondo, già da domani sera le cose cambieranno...