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martedì 28 aprile 2015

STRAMILANO 2015



La giornata è di quelle di festa, arrivo a questa gara ben sapendo che il personale non arriverà (non ci provo nemmeno a partire a 4'20, non ho nessuna possibilità di portare in fondo un passo così), per cui l'obiettivo è quello di provare a fare il meglio possibile ma senza troppa ansia.
Prima del via gran ritrovo con davvero tantissimi amici, la giornata si annuncia molto calda per il periodo, sicuramente supereremo i 20 gradi, e non ci siamo ancora abituati.
Alla partenza il solito inferno di gente che si accalca e spinge nel tentativo di guadagnare qualche centimetro, siamo pigiati come sardine in scatola, tutti sanno che partire troppo indietro vorrebbe dire imbottigliarsi nei primi chilometri, cosa che non fa piacere nemmeno a me, vorrei provare a fare il meglio che posso, visto che una volta tanto non c'è una maratona imminente a consigliarmi di tenere il freno a mano tirato.
Invece sorprendendemente si parte con sufficiente fluidità, il primo chilometro è leggermente più lento del voluto, ma non di tanto, abbastanza velocemente riesco a mettermi a regime e ad impostare il passo previsto, intorno ai 4'30.
Non ho compagnia, anche se poco avanti a me vedo Alex, che prendo come punto di riferimento, anche se mi accorgo fin da subito che tendiamo a registrare passaggi un po' ad elastico, con variazioni anche di 15"/km.
Il sole c'è, ma anche un po' di vento, che aiuta a sopportare il caldo.
Per fortuna anche agli spugnaggi sono disponibili delle bottigliette di acqua, quindi in pratica si riesce ad avere acqua per bere e bagnarsi ogni dieci minuti circa.
Tengo il passo costante fino al km 15, conosco bene ormai questo percorso, è la mia quarta partecipazione, comincio quasi ad esserci affezionato.
Un po' di stanchezza mi prende nei km che vanno dal 15 al 18, in cui registro anche il passaggio più lento della mia gara (4'42).
La vicinanza dell'arrivo però mi fa reagire, e riprendo un buon passo, impostando gli ultimi 3km (e mezzo! La Stramilano è la mezza maratona più lunga del mondo!) a un passo inferiore ai 4'30.
Durante il mezzo giro dell'Arena, che precede l'ingresso in pista, recupero decisamente tante posizioni, e quando sotto i miei piedi la strada si fa arancione, ho ancora tanto da spendere, per cui l'arrivo è di quelli goderecci, in buona spinta, aiutato dalla gente e dalla cornice.
Chiudo con un tempo sicuramente non eccezionale, 1h36', ma le sensazioni sono di buona ripresa, rispetto a Vittuone ho comunque corso 6"/km più veloce, adesso verrà il banco di prova della MCM relay, in cui bisognerà dare tutto, i compagni di staffetta sono esigenti!

giovedì 20 febbraio 2014

Mezza del Castello 2014

Tre mesi di lavoro, duro ma appassionante, i cui risultati si erano cominciati a vedere a Magenta un paio di settimane fa.
Ma adesso si fa sul serio, oggi c'è la gara da cui questa sfida è nata, anche se paradossalmente non l'ho mai corsa, Vittuone non so neanche bene dove sia, prima di cercarla sul navigatore.
Tre mesi fa, dopo la mezza di Busto, in cui già mi era sembrato di fare un miracolo, avevo raccolto con entusiasmo l'offerta di Mauro a darmi una mano per tirar fuori qualcosa di meglio dai miei sforzi un po' primitivi per cercare di limare qualcosa ai miei tempi.
La proposta: divertirsi, ma sempre con un occhio al cronometro, dato che l'indole competitiva non si può seppellire nemmeno sotto la cenere della ripresa dopo uno stop forzato.
E l'avventura che porta a Milano oggi passa da Vittuone, gara a cui sono finalizzati i tanti lavori veloci che abbiamo svolto in questi mesi, novità assoluta per me, e al tempo stesso piacevole scoperta di un modo nuovo di allenarmi e di limiti che sembrano spostarsi sempre un po' più in là.
La settimana precedente la gara è stata di scarico, anche se provenivo da un lunghissimo di 32km corso il sabato precedente, appena 8 giorni prima, ma in questo periodo mi sento davvero in forma, e tutto sembra possibile.
La giornata promette pioggia, ma leggera, e la temperatura non è particolarmente rigida, ci sono in pratica condizioni ottimali per una buona gara.
Appena arrivato incontro qualche amico, con cui si condivide il riscaldamento e i momenti che precedono la partenza. Pier mi invita a partire con lui a 4'20, ma la mia tattica per oggi è ben definita: provare a stare sui 4'25 per i primi due terzi di gara, e a quel punto farmi un bell'esame di coscienza per decidere cosa fare degli ultimi 7 chilometri.
Non intendo rovinare tutto partendo ad un passo che non sono sicuro di riuscire a sostenere.
I primi 2 chilometri volano via invece proprio a 4'20, complice l'ansia di uscire dal traffico, in un percorso che si snoda da subito su strade di campagna, strettine per far passare comodamente mille podisti affiancati.
Dal terzo chilometro però gli spazi si aprono, si può tirare il fiato, e mi metto al ritmo prefissato.
I chilometri passano velocemente, al decimo c'è il passaggio dal castello che dà il nome alla gara, in una piazza che risveglia la mente, sempre a rischio di assopirsi nel paesaggio riposante ma sempre uguale che abbiamo intorno a noi. Questa monotonia e tranquillità dei campi a riposo, spesso e volentieri impigriscono anche le gambe, registro qualche passaggio a 4'27 e 4'28 che mi fanno storcere il naso, sento che le gambe girano e non mi va di perdere tempo prezioso.
Arriva il chilometro 14, sono tutto sommato ancora in condizioni decenti, il passo è agevole anche se non proprio da scampagnata, di certo non posso aumentare in modo così deciso, ma una piccola accelerata mi sento di darla.
I cambi di passo però non sono mai stati il mio forte, e nel chilometro successivo esagero, 4'16.
Piano, piano...
Finalmente trovo il ritmo giusto, qualche chilometro a 4'20 e siamo già alla fine.
Ne mancano tre, si superano concorrenti scoppiati e si viene passati da quelli che invece sono stati troppo conservativi.
Mi si affianca uno sconosciuto con un buon passo, stiamo insieme per un chilometro buono e ci tiriamo a vicenda, tacito accordo che avvantaggia entrambi, ma poi succede che in lontananza vedo i manicotti fluo di Pier, che evidentemente ha rallentato nel finale, e la voglia di andarlo a prendere si unisce al calcolo di poter stare sotto l'ora e 32, con un buon finale.
Aumento per quanto posso, arriva il cartello dell'ultimo chilometro, proprio mentre al mio cronometro scatta l'ora e 28.
Ok, ci vuole un'impresa, un ultimo chilometro in meno di 4'.
Qualcosa ancora c'è per accelerare, arrivo al cavalcavia finale con ancora qualche metro di svantaggio, ma proprio in cima ecco che siamo a contatto, è il momento di uscire allo scoperto, gli chiamo la volata e ci buttiamo a capofitto giù dalla discesa che porta al traguardo.
E' l'arrivo più divertente che io ricordi, spalla a spalla con un amico e a 2'45 al chilometro!
Tagliamo il traguardo con lo stesso identico tempo ufficiale, qualche secondo sotto l'ora e 32 il real time, media globale di 4'20, roba da fantascienza per me, solo fino a pochi mesi fa.
Una pulce adesso inizia a dire che mancano solo un paio di minuti a un traguardo che non sembra più così impensabile, ma ci sarà tempo, adesso la testa va rivolta solo a Milano, all'appuntamento a cui tengo di più, non c'è tempo per rifiatare, anzi!

venerdì 15 novembre 2013

Maratonina di Busto Arsizio 2013




Che dovesse essere una maratonina di Busto speciale lo si è capito già dal mattino, quando, aprendo le finestre, noto con il massimo stupore che non c'è la solita pioggia battente che caratterizza questa gara in ogni sua edizione, per lo meno dal 2009, quando la corsi come mia prima mezza, con un paio di mesi scarsi di corsa nelle gambe, con l'obiettivo unico di arrivare in fondo e la grande impresa per quei tempi di chiudere di qualche secondo sotto le due ore.
Di certo non ho in testa nessun obiettivo cronometrico, da quando ho ripreso a correre sto girando sempre su ritmi blandi, con la finalità di ricostruire una buona base aerobica, quindi il ritmo della mezza di certo non l'ho mai testato.
Già, il ritmo della mezza.....e quale sarà?
Solo pochi mesi fa ero pronto a correrla intorno ai 4'30 al km, ma adesso?
La ragione direbbe che devo stare molto più tranquillo, ma la prestazione di qualche settimana fa al Montestella mi fa sospettare di potermi divertire anche oggi.
La mattina parte sotto i migliori auspici, con il raduno con gli amici di Running Forum, e il pregara passato in tutta spensieratezza, anche da chi oggi qualche ambizione di fare il personale la coltiva (a ragione).
Alla partenza qualche goccia di pioggia ci ricorda che Busto è sempre Busto, ma pare che oggi sia tutto solo per scherzo, perchè smette subito.
Si parte, decido di seguire l'istinto e di mettermi su un ritmo che possa darmi abbastanza confidenza di arrivare in fondo senza scoppiare, non vorrei davvero tornare a casa con le brutte sensazioni che ci si porta dietro dopo una gara terminata sui gomiti.
Nonostante tra gli amici incontrati prima ci fosse grande varietà di obiettivi, mi ritrovo inizialmente solo, salvo venire poi affiancato quasi subito da una nuova conoscenza, che sul forum si fa chiamare Alaves (il che mi rimanda a sbiadite immagini di lontane coppe UEFA, ricordo curioso), il quale mi ricorda che il suo obiettivo è di stare attorno all'ora e 40' come tempo finale.
Mi sembra un ritmo ragionevole anche per me e allora mi accodo, viaggiamo sui 4'37 di media e mi trovo assolutamente a mio agio, vediamo pian piano allontanarsi i palloncini rossi dell'ora e 35, seguiti dall'amico Kostia che sta facendo la sua bella gara
Verso il quinto km, anche Foia si unisce a noi, due chiacchiere in cui rivela che sta provando a tenere un ritmo ambizioso, e in effetti sta viaggiando a 4'30, me ne accorgo dopo un chilometro e rallento, so che così è troppo.
Rimaniamo di nuovo solo in due, e si procede tranquilli, i chilometri passano veloci in compagnia, so che la mezza di solito presenta il conto verso il km 14, a due terzi di gara ho imparato che è il caso di fare un bell'esame di coscienza e capire se il ritmo che si è tenuto fin lì potrà portarci fino alla fine o se bisogna rallentare.
Al km 14 però purtroppo ci arrivo solo, perchè il mio compagno di viaggio verso il km 12 si stacca leggermente e, quando mi volto, mi fa segno di andare pure avanti...manca ancora tanto e sono un po' dubbioso sulle sue possibilità di centrare l'obiettivo dell'ora e 40 se è già in difficoltà a quel punto, però scoprirò con piacere guardando la classifica che invece aveva ancora tante carte da giocare.
Al cartello che riporta il numero 15 è dunque il momento di essere del tutto sincero con me stesso.....e non posso fare a meno di ammettere che sto bene e ne ho apparentemente anche più di così.
Nelle ultime gare le sensazioni non mi hanno mai tradito, con la media tenuta fino a quel momento sono già sotto alla mia migliore mezza, che però risale a un anno e mezzo fa, di strada ne ho fatta tanta da allora.
Un altro punto a favore della buona condizione è che la frequenza cardiaca è ancora molto controllata.....insomma, non ci sono scuse, lascio andare le gambe al ritmo che viene loro più facile e corro qualche chilometro intorno ai 4'30-4'32.
Alzare il ritmo anche solo di qualche secondo al chilometro mi permette di superare tanti che invece sono in difficoltà, e sentire che invece io sto bene mi dà tanta fiducia, ma rimango abbottonato ancora per un po', non ci credo ancora di poter finire in crescendo, aspetto sempre che da un momento all'altro le forze finiscano.
Quando chiudo il km 19 in 4'29 decido di lasciar andare tutto quel che c'è, dal momento che il personale è praticamente certo, e poi stiamo tornando in centro, la gente al bordo della strada aumenta, mi sembra quasi una passerella d'onore per la bella gara che sta incredibilmente venendo fuori dal nulla del mio mese e mezzo tra letto e divano e del mio mese di corsa lenta.
Gli ultimi due chilometri li corro a 4'18 e 4'04, il rettilineo finale ben sotto i 4', passo sotto il gonfiabile a pugni stretti e solo dopo qualche metro stoppo il Garmin....l' 1:36'48" che leggo è tanto lontano dalle mie aspettative di oggi che devo focalizzare bene quel "6" per qualche secondo prima di gioire.
Questa giornata ideale porta in dono il primato personale anche a tutti gli amici che in questa gara lo cercavano, diciamo che Busto oggi si è decisamente riabilitata rispetto alle gare umide e un po' tristi degli ultimi anni!
  


martedì 27 marzo 2012

Stramilano 2012

La mia domenica della Stramilano non è iniziata nel migliore dei modi, per colpa di una sveglia troppo tecnologica che mi ha giocato il brutto scherzo di aggiornarsi automaticamente durante la notte, con la conseguenza di svegliarmi inutilmente un'ora prima del dovuto.
Naturalmente poi il sonno non è più tornato, complice l'adrenalina che iniziava a salire...è inutile, non è ansia da prestazione o pensiero del tempo che farò...è proprio quell'agitazione quasi fanciullesca di chi sa che sta per vivere una giornata speciale e non ne vede l'ora!
Tanto più per una gara come questa, con tanta gente dentro e fuori dal percorso, in un clima di festa che non può non essere contagioso.
Dopo un breve raduno con gli amici di Running Forum, ci prepariamo appena in tempo per entrare nella gabbia gialla un paio di minuti prima della partenza.



L'effetto è quello della sardina in scatola, non c'è spazio nemmeno per respirare, si comincia a intuire quello che accadrà di lì a poco...
Come sempre, per chi come me parte ben lontano dai top runners, al colpo di pistola segue un momento surreale in cui sai che dovresti cominciare a correre, ma tutto intorno a te rimane immobile.
Lentamente comincio a scorgere qualche testa che ondeggia poco più avanti, e a poco a poco ci si mette in moto...o meglio, ci si prova...il primo chilometro è un susseguirsi di tentativi vani di portarsi sul ritmo voluto, puntualmente frustrati da ostacoli variopinti che appaiono magicamente davanti ai miei piedi.
Ma perchè ad ogni partenza capita di trovarsi davanti chi preferisce una scampagnata domenicale al tentativo di dare il massimo?
Il primo chilometro scorre così lento lento, in 5'20" abbondanti, siamo già una quarantina di secondi in ritardo sulla tabella di marcia!
Nel secondo un po' si migliora, ma si rimane sempre intorno ai 5 minuti, ed il ritardo comincia a farsi rilevante.
Decido però di non forzare troppo per cercare di recuperare subito, so che potrei pagarlo alla fine, preferisco aumentare gradualmente e provare a rientrare piano piano sul ritmo prefissato.
In effetti dal terzo all'ottavo chilometro riesco a stare costantemente tra i 4'35" e i 4'40", nel nono registro un 4'18" che sinceramente faccio fatica a spiegare, resterà il chilometro più veloce della gara, ma non ricordo cambi di ritmo così importanti. Misteri del GPS...
Piano piano dal mio polso arrivano notizie confortanti: a metà gara siamo ormai vicini alla media che avevo programmato di tenere, il ritardo è stato recuperato, ma vedo anche che nei lunghi curvoni affollati ho fatto un po' troppa strada, il divario tra i cartelli chilometrici e la mia percorrenza è di qualche centinaio di metri.
Devo quindi calcolare di arrivare a percorrere almeno 400m in più alla fine, il che significa un paio di minuti da aggiungere al ritardo accumulato.
Utilizzo il tempo di un paio di chilometri per calcoli complicatissimi sul ritmo da tenere per stare sotto l'ora e 40, al PB penseremo un'altra volta, oggi non è aria!
Capisco che sono al limite, devo correre bene gli ultimi chilometri, che però, all'ingresso di corso Sempione, si annunciano psicologicamente difficili: l'arco è lontanissimo, e so che fino a là bisogna spingere al massimo, e poi andare ancora oltre...chissà quanto ancora, non me lo ricordo!
Il ventesimo chilometro lo corro in 4'28", inizia l'ultimo, ecco l'Arena! Dai, che ho un po' di vantaggio...ma quanto dobbiamo girarci attorno, dov'è l'ingresso, non arriva più?
Sembra infinito il giro lungo il perimetro, i secondi passano inesorabili...eccolo, finalmente!
Entro, l'arrivo è vicino, uno sguardo rapido al cronometro e capisco che è fatta, obiettivo minimo centrato, non sarà PB, ma siamo sotto l'ora e 40, pur correndo quasi mezzo chilometro in più e avendo dovuto recuperare il gap iniziale.
L'ultimo chilometro è una sofferenza che dura 4'25", alla fine il real time dice 1h39'49" e la soddisfazione è ancora maggiore, è la mia rivincita sulla Stramilano, che due anni fa mi aveva negato di scendere sotto un altro muro (quello dell'ora e 50) per soli 12 secondi...Ecco, la mia vendetta, dopo 2 anni, è compiuta.
In pratica, tolti i primi 2 chilometri, ho corso tutta la gara intorno ai 4'35" di media, cosa che mi pareva lontana dalle mie possibilità...considerato che la preparazione attuale non è specifica per questa distanza, credo che ci si potrà togliere qualche altra soddisfazione in futuro!


martedì 13 marzo 2012

Trovare il senso

Mettiamo una gara che non volevi correre.
Mettiamo una gara in cui sai di non poter ambire a nessuna prestazione di rilievo.
Mettiamo una gara in cui hai solo paura di poterti infortunare.
Più o meno erano questi i presupposti, fino a qualche giorno prima della mia seconda Lago Maggiore Half Marathon.
La prima l'avevo corsa nel 2010, quando la mia carriera di podista era agli esordi (correvo da 3 o 4 mesi!) ed il ricordo è di una gran fatica e di un percorso impervio...il tutto avvolto nell'involucro scomodo di una giornata grigia e gelida.
Nel 2011 avevo quindi deciso di riprovarci, ma purtroppo un impegno dell'ultimo minuto mi aveva impedito di partecipare, costringendomi a posticipare l'iscrizione all'edizione di quest'anno.
Un paio di mesi fa mi ero però accorto che la data sarebbe caduta giusto una settimana dopo il mio appuntamento principale di questi mesi, che era la maratona di Treviso, da cui non sapevo bene in che condizioni sarei uscito.
Fino all'ultimo minuto quindi ero indeciso sulla mia partecipazione.
Visto l'esito brillante della prova del 4 marzo, però, l'idea di una passerella sul lago Maggiore mi allettava, pur sapendo che, per logica e per prudenza, non avrei potuto nè dovuto spingere al massimo.
Qualche giorno fa invece si è presentata l'occasione di dare alla gara un senso che trascendesse quello della gita fuori porta: un'amica di Running Forum mi chiede di accompagnarla per poter puntare al proprio personale, indicando un tempo che per me poteva costituire un buon compromesso tra una corsa comunque a discreto ritmo e lo spirito di conservazione delle mie gambe in vista dei prossimi impegni (Milano soprattutto).
Accetto quindi volentieri, contento dello stimolo di questa strana sfida (ho sempre corso solo per me stesso) e con la voglia di una bella giornata in uno degli scenari più spettacolari che la nostra zona possa offrire.
La mattina di domenica è tersa ma un po' freddina, per cui, dopo il trasferimento in battello da Stresa a Verbania, mi prendo una mezz'oretta di tranquillità su una panchina in riva al lago prima di procedere ai preparativi per la gara.
Devo dire che la voglia di correre non è straripante, fa ancora freddo e lì si sta proprio bene!
Aspetto quindi proprio l'ultimo momento, ma alla fine mi tocca...un rapido cambio e via al meeting point di Running forum, dove conosco qualche faccia nuova (è sempre bello dare una faccia e una voce a un avatar!) e rivedo volti già noti.
Barbara è bella carica, sta preparando la sua prima maratona e vorrebbe un risultato che le dia fiducia...capisco benissimo, se ripenso alla mia mezza di Lecco di un mese prima!
Finalmente si parte, la gente è tanta ma solo nei primi metri è necessario un po' di slalom, poi lo spazio è ampio, le strade sono chiuse al traffico e larghe a sufficienza.
I chilometri scorrono veloci, la compagnia distrae dalla monotonia del ritmo costante, che riusciamo entrambi a tenere senza troppi problemi. Anzi, devo piuttosto tenere a freno la voglia della mia compagna di corsa di aumentare troppo, non vorrei che alla fine potesse pagarla, mi dispiacerebbe!
Oltre alla compagnia, lo spettacolo davanti agli occhi vale sicuramente la presenza: la giornata è limpida, il lago ci dà il meglio di sè!
Negli ultimi chilometri sento che Barbara comincia a necessitare di un po' di sostegno, parla di meno e a volte il respiro si fa un po' più impegnato.
Al 18°km vedo che rallentiamo un po' troppo, e provo ad aumentare il passo, tentando contestualmente di chiacchierare di argomenti positivi, che distraggano dalla fatica che comincia a presentare il conto.
In effetti anche nelle mie gambe si fa sentire la gara di domenica, ho un dolore al polpaccio sinistro fin dal terzo chilometro, e i quadricipiti sono decisamente più affaticati di quanto dovrebbero.
Ho il grosso vantaggio di ricordare bene il finale: due anni fa l'ultimo chilometro mi aveva regalato la spiacevole sorpresa di un salitone proprio quando volevo dare il massimo, ma so anche che la discesa che segue è una lunga picchiata verso il lungolago e permette di arrivare lanciati sul rettilineo finale.
Siamo più o meno sul tempo previsto, secondo più - secondo meno, la volata conclusiva parte da lontano (confesso di aver barato un pochino sulla distanza che mancava al traguardo!) ma alla fine il risultato è sbalorditivo: si puntava all'ora e 45 minuti...allego qui sotto il risultato ufficiale da diploma di TDS!


mercoledì 15 febbraio 2012

Finalmente si gareggia! Inaspettato PB

Ecco finalmente arrivata la fine della pausa invernale...o almeno così dice il calendario, perchè la ripresa dell'attività agonistica coincide con la settimana più fredda del secolo, o giù di lì...
Parto da casa con direzione Lecco alle 7:30 di domenica mattina, il termomentro della macchina segna -4° nel mio cortile, ma appena usciti in strada si trasforma subito in -6°. Seguo con apprensione crescente, durante il tragitto, la progressiva e inesorabile discesa del display, che arriva, a pochi km dalla meta, anche a un agghiacciante (in tutti i sensi!) -11°.
Arrivo agevolmente al parcheggio riservato, che è ampio e spazioso. So da un amico lecchese che quest'anno è stata spostata la partenza (e quindi l'arrivo) sul lungolago, il che mi sembra molto positivo in vista di un arrivo in sofferenza, in cui il tifo della gente è fondamentale.
Intanto comincio a seguire i cartelli in direzione del ritiro pettorali, che avviene in una palestra, dove trovo anche il modo di cambiarmi.
Scopro poi che il deposito borse non è lì, ma a pochi metri dalla partenza, che non è proprio vicinissima.
Dopo una discreta passeggiata, approfitto del deposito borse per stare ancora un po' al caldo, appena si mette il naso fuori il freddo non lascia scampo, sembra entrare in ogni cucitura della maglia e dei pantaloni.
A una ventina di minuti dalla partenza, però, non si può più aspettare, una partenza a freddo farebbe prendere in ritardo il ritmo giusto e mi metterebbe decisamente a rischio infortunio con queste temperature.
Incrociando gli altri podisti, invidio chi ha avuto l'idea di portarsi una copertura per naso e bocca, decisamente rimpiango il mio passamontagna che uso negli allenamenti mattutini in questo periodo!
Un po' di calore lo trovo alla partenza, paradossalmente il gruppo compatto di podisti attorno a me, nonostante non si sia più in movimento, è sufficiente ad attutire la sensazione pungente che finora non mi ha mai abbandonato.
Rifletto un attimo sul da farsi.
Questo dovrebbe essere un test in vista di Treviso...non ho intenzione di rischiare di infortunarmi, ma non voglio nemmeno pensare di aver fatto 120km tra andata e ritorno per venire a correre a -5° senza provare a dare un senso a questa gara.
Decido di partire a 4'45/km e vedere poi come si sviluppa la gara e come reagisco al clima di oggi.
Finalmente si parte, i km scorrono tranquilli, non ho sensazioni negative e riesco tranquillamente a tenere il ritmo che mi sono prefissato.
Dopo poco allora provo ad aumentarlo leggermente, e mi assesto sui 4'42/km. Arrivo al giro di boa, quel lungo rettilineo davanti al palazzetto dove c'era l'anno scorso la partenza è il tratto più difficile, mi sembra in leggera pendenza, ma soprattutto è lungo, dritto e monotono, ricordo che l'anno scorso ci sono arrivato sperando di stare nell'ora e 40 al traguardo, ma poi è diventato infinito e ho chiuso in 1h41' con una sensazione quasi di impotenza.
In prossimità del rientro in centro, controllo il GPS, che mi informa che sto procedendo in perfetta media per chiudere appena sotto l'ora e 40, il che sarebbe sicuramente inaspettato in una giornata così.
Chiudo il primo giro in effetti in 49'54, perfetto!
Le sensazioni sono ottime, non sento fatica (sarà il freddo che mi ha anestetizzato???), decido di provarci fino in fondo, d'altra parte il PB è solo qualche secondo inferiore, quell'1h39'30 fatto a maggio a Como, in un'altra occasione inaspettata, forse oggi può costituire un riferimento!
Aumento progressivamente, sempre con cautela, attento a tutti i segnali che mi arrivano da testa, polmoni e gambe.
Nessun problema, mi accorgo che il GPS segna prima 4'41 di media, poi addirittura arriva a 4'40 in prossimità dell'arrivo!

Ho anche abbastanza energie per tirare l'ultimo km e chiudere in un tempo che mai avrei sognato alla vigilia: quell' 1h38'49s mi sembra impensabile, soprattutto perchè non ho chiuso soffrendo, ma bensì in un crescendo che è quello che ci vuole per darmi fiducia in vista del prossimo impegno sui 42km!

Grazie Lecco, posso anche perdonarti qualche peccato organizzativo e prometterti di tornare ancora!